«Numeri positivi, ma vanno letti con cautela»

PISA.La consueta indagine congiunturale condotta dall'Unione Industriale Pisana nel secondo trimestre 2010 indica una sostanziale continuità dei principali indicatori con la tendenza di ripresa graduale iniziata con il 2010.
«I principali indicatori economici dell'industria - commenta il presidente Pierfrancesco Pacini - sono sì positivi rispetto allo stesso periodo del 2009, ma con valori che sono da leggere all'insegna della cautela: la produzione si attesta a +2,5%, il fatturato +1,8% e gli ordinativi +4,3%. È da osservare, però, che i dati settoriali mostrano una ripresa a due velocità per i diversi comparti dell'industria provinciale: se alcuni segnalano dati già positivi dall'inizio anno, altri ancora non vedono una nitida fine della crisi. In particolare, le aziende più vocate all'esportazione segnalano una crescita della domanda estera del +5%, mentre quelle rivolte al mercato interno consuntivano una discesa del -6%. Non pochi sono inoltre i settori che vedono in questi trimestri oscillare notevolmente la domanda, a conferma di mercati erratici, ulteriore segnale di una crisi non superata».
«Appare sempre più essenziale - prosegue Pacini - ripensare a un modello organizzativo che tenga conto di variabili continue non programmabili. Non penso certo a modelli senza regole, ma ad intese tra le parti sociali che consentano risposte rapide ai mercati dove la competitività è sì questione di prezzo e qualità, ma anche di adattabilità ai tempi di risposta che il confronto con altri Paesi ben più agili di noi ci impone».
Per quanto riguarda il dato relativo all'occupazione nella provincia di Pisa (-1,9%), «il dato non può che essere negativo, considerando le tuttora importanti quote di Cig ordinaria e la crescita della Cig straordinaria e Cig in deroga. Le aziende stanno ancora riassorbendo le ore del personale interessato dagli ammortizzatori sociali e quindi non sostituiscono le uscite naturali e le operazioni di mobilità».