Il volo delle aquile

«C e sera l'ile du repos». Questa sarà l'isola del riposo. Lo disse Napoleone - scrive Roberta Martinelli, direttore del Museo nazionale delle Residenze Napoleoniche - sbarcando a Portoferraio il 4 maggio 1814. Invece il fervore di Bonaparte si fece subito sentire, «si diede tutto a trasformare e a riorganizzare il suo regno quasi avesse dovuto rimanervi per sempre». Poche righe che ribadiscono il carattere del còrso diventato imperatore. Ma è il generale e stratega che viene descritto nel volume «Il volo delle aquile. Napoleone Bonaparte dai campi di battaglia alla storia raccontata».
Nel libro si approfondisce l'organizzazione dell'esercito imperiale - la Grande Armée - soffermandosi sulla logistica e la strategia adottate nelle campagne militari. Ma c'è anche un Napoleone più privato, l'appassionato lettore che divorava ogni testo che gli capitava sotto mano. Teatro, letteratura, la tragedia di Corneille e Racine, i classici antichi e moderni da Plutarco a Montesquieu e Russeau, fino a Voltaire. E dopo aver terminato l'Ecole Militaire di Parigi, Napoleone prdilesse sempre di più i temi vicini all'arte della guerra, alla storia, alla matematica pura e applicata. Nel volume edito da Sillabe, che verrà presentato oggi a Livorno (ore 18, presso l'Enoteca della Fortezza Vecchia) vi è quindi un approfondimento che ruota attorno alla Biblioteca dell'Imperatore conservata nella Palazzina dei Mulini a Portoferraio. «Il volo delle aquile», oltre ad essere un libro di ricerca storica, è anche il catalogo della mostra aperta a Portoferraio, Museo delle Residenze Napoleoniche, fino al 31 ottobre. Alla presentazione del libro partecipa il prof. Giovanni Luseroni docente di storia contemporanea all'università del Molise, l'architetto Malchiodi soprintendente Beni architettonici per le province di Pisa e Livorno, e gli esperti napoleonici autori dei saggi.
«IL VOLO DELLE AQUILE»
a cura di Roberta Martinelli
pp. 84, 15 euro
editore Sillabe-Livorno