Una targa in memoria di Angelini, ucciso alle Fosse Ardeatine

CASTELNUOVO.Tra le vittime del tragico massacro alle Fosse Ardeatine a Roma nel marzo del 1944, dove furono uccise 320 persone che si trovavano detenute nelle carceri per diversi motivi, c'era anche un castelnovese. «Una scoperta recente - spiega lo storico Oscar Guidi -. Si tratta di Paolo Angelini, nato nel capoluogo il 7 luglio 1909 in una famiglia originaria di Pieve Fosciana trasferitasi poi a Castelnuovo nel 1906. Paolo era il 4º di sette tra fratelli e sorelle. Nel 1930 aveva sposato Candida Maltinti, nativa della frazione Torrite, e con lei ed altri familiari si era trasferito nel 1934 a Roma. Si era iscritto al Partito Comunista, e dopo gli avvenimenti del 1943 era divenuto partigiano e militava nei Gap dell'Ottava Zona; venne arrestato in seguito ad una spiata assieme a due compagni mentre stavano compiendo un'azione contro un collaboratore nazifascista. Dal carcere di Regina Coeli ebbe tempo di scrivere alcune lettere ai familiari. Ancora il giorno prima di essere ucciso scriveva di sperare di tornare presto a casa - racconta ancora Guidi - si raccomandava coi genitori di non fare sapere niente alla moglie Candida, che con la figlia Zenia si era rifugiata a Castelnuovo per sfuggire alla guerra. Soltanto dopo la fine delle ostilità, nel 1945, la moglie saprà della sorte del marito». Così l'amministrazione comunale ha deciso di dedicare la ricorrenza del 25 aprile di quest'anno a Paolo Angelini che ha dato la propria vita per la rinascita e per la libertà dell'Italia, ponendo una targa ricordo nel tempietto situato a lato del duomo, dove sono ricordate le vittime della guerra. La cerimonia avrà luogo martedì con santa messa in Duomo alle ore 11 e deposizione di una corona di fiori al monumento dei Caduti al Tempietto in piazzetta Vincenti, e scopertura della targa ricordo.
Luca Dini