La città dà l'addio al professor Danilo Orlandi

PIETRASANTA. «La comunità di Pietrasanta oggi si impoverisce». Poche parole quelle di Don Danilo D'Angiolo che celebra le esequie del professor Danilo Orlandi ma che colgono nel segno. Pietrasanta si è svegliata oggi senza un testimone, un prezioso studioso della sua storia o semplicemente senza il maestro di tante generazioni di ragazzi di Pietrasanta che si sono dati appuntamento ieri per un ultimo saluto alla chiesa dei Frati tanto cara al Professore.
C'era l'amministrazione comunale rappresentata dall'assessore Alessandro Alessandrini: tante volte Danilo Orlandi aveva collaborato con il comune ogni qual volta si trattava di dirimere una questione storica. Nel 1988 era stato chiamato a far parte della commissione che comprendeva oltre a lui Bruno Antonucci, Olinto Cervietti, segretario comunale per tantissimi anni a cavallo della Guerra mondiale e fino agli anni'70, e Mario Piloni per definire la descrizione del gonfalone civico. C'erano i rappresentanti della Banca di Credito Cooperativo, il presidente Umberto Guidugli e il direttore Giovanni Tosi, di cui Danilo Orlandi era socio. C'erano gli ex sindaco Moreno Giovannini e Manrico Nicolai, gli amici di cultura Manlio Cancogni che non ha voluto mancare, Giuseppe Cordoni, l'on. Carlo Carli, i consiglieri comunali Domenico Lombardi, Marilena Pintus e gli ex consiglieri Davini, Fiori, Cavallaro, Rebechi, Galeotti. C'erano gli amici della Croce Verde con cui aveva collaborato moltissimi anni. «Vogliamo esprimere tutto il nostro dolore», ha commentato il presidente della Croce Verde Maurizio Tosi, «per quanto ha dato in tanti anni alla nostra associazione». E poi tanti che ne ricordano la figura del maestro: il maestro Stelio Ricci della generazione di Danilo Orlandi, ed altri che sono stati suoi alunni come Piero Pierotti, oggi presidente della UILDM: «Ricordo che è stato mio maestro in quarta e quinta elementare e in particolare quando ci fece interpretare il Nabucco in classe come inno al patriottismo e poi in questi anni tutto l'aiuto che ha dato a me e alla mia associazione». Sì come quello dato a Renato Maretti per pubblicare la sua raccolta di poesie di cui scrisse due anni fa' l'introduzione con un elogio alla semplicità. Pietrasanta si impoverisce: perde uno storico di grande rango e di rigore scientifico che conserva nella sua cantina raccolte di giornali, di libri, di studi che testimoniano un impegno durato da sempre. Mancherà la sua avidità di conoscenza che non fu interpretata da Danilo Orlandi come sapere da non condividere, ma da trasmettere a chiunque avesse voglia e tempo di intrattenersi con lui. Rigoroso nel metodo dell'indagine, ma aperto intellettualmente e verso gli altri ha tracciato un segno indelebile nella comunità di Pietrasanta che va ben oltre le sue pubblicazioni che sono una parte del suo impegno intellettuale che è stato molto più ampio e incompiuto quando la certezza delle fonti non suffragava sufficientemente una conclusione. Se ne vanno uno storico, un cittadino, un orgoglio della città.