Alleanza fra i porti di Livorno e Piombino

LIVORNO.I porti di Livorno e Piombino, unendo le loro potenzialità possono offrire agli armatori un vasto e appetibile "pacchetto" di servizi che non potrà non avere ritorni importanti in termini di crescita economica ed occupazionale. Questa, in sintesi, la filosofia alla base della costituzione dell'Impresa Portuale Toscana Srl avvenuta due anni fa a Piombino, che, proprio in questi giorni ha cominciato ad uscire dal cassetto delle idee, per tentare di imboccare la rotta della concretezza.
Nella veste di timonieri su tale rotta, il presidente dell'Ipt, Vladimiro Mannocci e il vice presidente Nivio Barsotti, rispettivamente della Compagnia Portuali Livorno e della Compagnia Portuali Piombino, che in una conferenza stampa alla sede della Lega della Cooperative in via Martin Luther King hanno spiegato che il progetto ha reali possibilità di camminare, sia per la crescita del porto di Piombino (nuove banchine, aree, nuove attrezzature, escavazione fonda), sia per l'interesse mostrato da alcuni importanti armatori cui è stato illustrato.
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Marco Rossi e Carlo Vallini responsabili degli uffici commerciali delle imprese portuali delle due città e il presidente della Lega Coop, Ivano Martelloni.
«Insomma - ha spiegato Vladimiro Mannocci - puntiamo alla realizzazione di un sistema livornese, capace di reggere alla sfida del mercato globale, intercettando la prevista crescita (il 40% nei prossimi dieci anni) dei traffici marittimi».
A conclusione degli interventi (alcuni in fase di ultimazione) il porto di Piombino disporrà di aree per oltre un milione di metri quadri e due chilometri lineari di banchine. Fra breve sarà conclusa la banchina d'alto fondale (280 metri, con un fondale a meno 13 metri) e la banchina contigua (300 metri, con un fondale a meno 8,50 metri). Guardando più avanti, si prevede l'utilizzazione delle aree inutilizzate (milioni di metri quadri) della Lucchini. Come dire che le possibilità di sviluppo, già notevoli a tempi ravvicinati, diventano importanti in una proiezione più lontana. Quasi - è stata una delle previsioni - al livello del porto di Civitavecchia, che negli ultimi anni ha conosciuto una inarrestabile fase di sviluppo.
Livorno e Piombino - è stato uno dei ritornelli della conferenza stampa - sono fra loro complementari, non antagonisti. Operando in sinergia potranno offrire motivi di maggior richiamo senza disperdere le loro tradizionali specificità. Insomma, Piombino - ha detto Nivio Barsotti - si porrà «come punto di riferimento dei traffici nel Mediterraneo, continuerà i traffici siderurgici, rinfuse ed impiantistica e punterà ad essere approdo importante per le autostrade del mare. E - è stata l'ulteriore sottolineatura - resterà la porta di entrata e di uscita dell'Elba».0
L'Impresa Portuale Toscana - hanno annunciato il presidente ed il vice presidente - promuoveranno il loro progetto a livello nazionale ed internazionale. Per andare avanti - hanno però puntualizzato - sarà necessario il sostegno della Provincia, della Regione (sollecitata ad impegnarsi anche con investimenti) e della Camera di Commercio. Ciò, è stato puntualizzato, non solo sul terreno del marketing, ma dell'ampliamento delle relazioni istituzionali e con le altre province costiere.