Tasse comunali, i pisani fra i più tartassati in Italia


PISA.Quinto posto a livello nazionale, se fosse calcio Pisa sarebbe in champions league. Invece purtroppo la classifica è di quelle dove chiunque preferirebbe essere al posto di Reggio Calabria, ovvero all'ultimo posto fra le 106 province italiane.
Si tratta infatti della classifica delle città più tartassate dalle tasse comunali, frutto di una recente indagine dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre sulla pressione tributaria pro capite.
La graduatoria è stata realizzata attraverso la elaborazione degli ultimi dati disponibili del ministero dell'Interno relativi al 2002.
A dire il vero Pisa sarebbe addirittura al quarto posto, visto che la classifica pone sul gradino più alto del podio Venezia, ma la specificità in materia di entrate della città lagunare (visto il consistente gettito proveniente dal Casinò municipale e dalla Legge speciale per Venezia) la pongono di fatto fuori classifica.
Così, dopo la serenissima ci sono Biella, Siena, Mantova e, appunto, Pisa.
Pressione tributaria pro capite significa entrate tributarie del Comune rapportate ai residenti, rilevata in base al pacchetto delle tasse comunali.
Per ottenere il totale delle tasse comunali è stato dunque calcolato il gettito proveniente dalle addizionali Irpef, dall'Ici, dall'Iciap, dall'imposta sulla pubblicità e sulle insegne, dalla tassa sul plateatico, per lo smaltimento dei rifiuti e sulle insegne e dai tributi speciali propri.
Risultato, ogni pisano ha pagato nel 2002 qualcosa come 599,23 euro l'anno di tasse comunali, con un aumento di 72,09 euro rispetto al 2001.
A Biella si pagano 702 euro, a Siena (prima fra le toscane) 697 euro, a Mantova 618 euro, segue Pisa. Fra le altre toscane Firenze è settima con 594 euro, Grosseto nona con 560 euro, Carrara tredicesima con 553 euro, Massa quindicesima con 482 euro, Livorno ventiduesima con 451 euro, Prato trentatreesima con 420 euro, Lucca trentaseiesima con 417 euro, Pistoia cinquantaquattresima con 364 euro, Arezzo sessantasettesima con 339 euro.
Da segnalare il gap fra realtà come la nostra e la maggior parte della città del meridione, e anche se ci sarà sicuramente una grossa differenza dal punto di vista della qualità e della quantità dei servizi erogati, fa una certa impressione sapere che mentre un cittadino italiano che vive a Pisa ogni anno tira fuori dal portafogli 600 euro, un cittadino della stessa Repubblica che vive a Reggio Calabria se la cava con 174 euro. Che dire poi di una realtà a noi assai più vicina, come Piacenza, centoduesima, dove ogni abitante paga appena 219 euro l'anno?

Luciano Donzella