Bimba annegata, nessun colpevole

MASSA. Si è chiuso col proscioglimento degli indagati il procedimento penale a carico dell'ex sindaco Roberto Pucci e del delegato di spiaggia della Capitaneria di Porto Massimiliano Bei per la morte di Jessica Villanova, la bambina di Monza che l'8 luglio di 4 anni fa fu inghiottita dalle onde mentre stava facendo il bagno a Partaccia. Pucci e Bei erano finiti sotto inchiesta - il fascicolo era stato aperto dal pm Roberto Bufo - per concorso in omicidio colposo. L'ipotesi era stata formulata dalla procura sulla base del fatto che nel tratto di mare dove trovò la morte la piccola Jessica - una spiaggia libera non assegnata in concessione al Comune - non vi era alcun tipo di vigilanza né alcun cartello che segnalasse la situazione di pericolosità derivante dall'assenza di un apposito dispositivo di sicurezza.
Le indagini, dopo il trasferimento di Bufo, sono state ereditate dal pubblico ministero Gianluigi De Paola. Il quale, completati gli accertamenti, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di non rinviare a giudizio entrambi gli indagati, avendo riscontrato l'insussistenza dei sospetti avanzati a loro carico. Richiesta che il gip Giovanni Sgambati ha accolto.
Decisiva, nel convincere pm e gip ad archiviare il caso, è stata la valutazione del fatto che quel giorno, quando Jessica venne travolta dalle onde, il mare fosse molto agitato e dunque che un peso cruciale nel causare il tragico incidente l'avesse avuto la situazione di eccezionale pericolo provocata da fattori naturali.
L'epilogo del procedimento penale ha avuto un effetto devastante sul tentativo dei genitori di Jessica di rimarginare la ferita che ha segnato per sempre la loro esistenza. «Sono distrutti - spiega l'avvocato Rosario Alberghina del foro di Milano che ha assistito i coniugi Villanova - anche perché, come ha sottolineato lo stesso giudice Sgambati nelle motivazioni del decreto, nessuno ha mostrato nei confronti di questa famiglia distrutta dal dolore la sensibilità che sarebbe dovuta in casi di tale gravità. Aggiungo che nessuno ha cercato di aiutare questi poveri genitori, neanche nel trasporto della salma da Massa a Monza. Nessuno ha avuto parole o gesti di conforto. Riguardo alla decisione del gip di prosciogliere i due indagati non posso che contestarla dalle fondamenta, perché non è vero che quel giorno il mare fosse così mosso (altrimenti Jessica e due sue amichette non avrebbero potuto neppure pensare di andare a fare il bagno) e poi perché non si può chiudere un dramma come questo dicendo in sostanza che la colpa è stata della natura e dell'imprudenza della vittima».
Cala così il sipario sulla lunga coda giudiziaria che ha accompagnato la tragedia di quattro anni fa. Una tragedia che ripropose nel modo più atroce la questione della sicurezza su alcuni tratti della costa, o meglio sul chilometro di spiaggia e scogli che va dall'ex colonia Torino alla zona dei campeggi. Lì, fino a un paio di estati fa, di bagnini e sistemi di soccorso stabili non ce n'erano. E ciò malgrado il fatto che migliaia di persone - in particolare turisti che frequentano i campeggi - utilizzino quel tratto di arenile per prendere il sole e fare il bagno.