Frana a Lorano, ancora indagini

CARRARA. Quattro condanne, cinque assoluzioni e la trasmissione alla procura degli atti per nuove indagini. Termina con una sentenza articolata il processo contro otto cavatori della cooperativa di Lorano, accusati, a titolo diverso, di falso in atto pubblico, falsa testimonianza e favoreggiamento. I soci della coop, tutti difesi dall'avvocato Guido Mussi erano, in sostanza imputati di aver rilasciato testimonianze false e di avere modificato lo stato del luogo in cui avvenne l'infortunio di un loro collega allo scopo di allontanare da sé ogni responsabilità sull'accaduto.
Tutti da condannare, ha chiesto, ieri sera a fine dibattimento, il pubblico ministero Gianluigi De Paola, tranne Mirco Ferrari, ma solo per una delle due imputazioni a suo carico: quella di aver rilasciato false dichiarazioni alla polizia giudiziaria.
Tutti da assolvere, ha replicato l'avvocato Mussi, perché - ha detto tra l'altro nella sua arringa - è una ricostruzione «fantastica» quella dell'accusa, secondo la quale nei dieci minuti intercorsi fra l'incidente e l'arrivo dell'ambulanza, i soci della coop si sarebbero messi d'accordo per modificare, salendo sulle ruspe, lo stato del piazzale della cava e «truccare» così le carte in tavola. L'unica testimonianza dell'accusa, ha aggiunto il difensore, è quella di un ex socio (Antonio Musetti, allontanato dalla coop dopo i fatti) che è viziata dalla grave inimicizia nei confronti dei suoi ex colleghi.
Il giudice, dopo una mezz'ora di camera di consiglio ha emesso una sentenza che in parte accoglie le tesi accusatorie e in parte le respinge.
Ha inflitto rispettivamente un anno e 3 mesi e un anno Mirco Ferrari e Fabio Dalle Lucche riconoscendoli colpevoli del reato di lesioni colpose. Ha condannato Pier Paolo Cavalli e Ottavio Secchiari - i due ruspisti che, secondo le accuse, avrebbero spostato i detriti con l'uso delle pale meccaniche, a sei mesi di reclusione (pena sospesa). Ha assolto, invece, dall'accusa di favoreggiamento (per avere reso falsa testimonianza), Renzo Tognoni, Marco e Guido Tonelli, Mario De Angeli, Pier Paolo Cavalli.
Ma non è finita. Accogliendo - in questo caso in pieno - la richiesta del sostituto de Paola, il giudice Ferri ha disposto la trasmissione alla procura degli atti processuali, affinché svolga nuove indagini su aspetti «sospetti» emersi durante il processo. Si tratta, in particolare, della posizione dei tecchiaioli della Appian, che avrebbero allegato, in una relazione sullo stato della tecchia dopo un intervento di «disgaggio», fotografie scattate successivamente all'incidente. Da rivedere, secondo il giudice anche la posizione di alcuni testimoni della difesa e dello stesso Ferrari Mirco, che potrebbero avere reso falsa testimonianza.