Fermato il marito della donna uccisa in canonica La rivoleva insieme a lui

FOGGIA. Si era recato in chiesa perchè voleva chiedere al parroco di parlare con la moglie per convincerla a riprendere la loro unione matrimoniale. E' questa la tesi difensiva sostenuta dai legali di Gianluca Matera, il panettiere di 25 anni fermato dagli agenti della squadra mobile della questura di Foggia con l'accusa di aver ucciso la moglie, Giovanna Traiano, sua coetanea. I due sono separati da alcuni mesi ed il 16 gennaio scorso hanno partecipato alla prima udienza per la separazione.
«Il mio cliente si è recato in chiesa - sostiene l'avv. Lino Tonti - per parlare con il parroco, ma questi era impegnato e lui lo ha atteso. Mentre era nella canonica ha incontrato la moglie e in uno scatto d'ira le ha sparato alla testa». I conoscenti della vittima, che abitualmente frequentano la chiesa della Beata Maria Vergine dove è stato compiuto il delitto, hanno raccontato agli investigatori di aver visto nei giorni scorsi i due coniugi che litigavano perchè l'uomo voleva tornare a vivere con la donna. Venerdì sera Giovanna Traiano si è recata in chiesa per riprendere il figlio che stava frequentando una lezione di catechismo. Per tutta la notte scorsa gli investigatori hanno sentito tutte le persone che si trovavano all'interno ed all'esterno della canonica. Alcuni testimoni, infatti, dopo aver sentito gli spari, hanno visto l'uomo allontanarsi in gran fretta. «Dopo l'omicidio, era in uno stato confusionale - conclude il difensore di Matera - e quindi è scappato, probabilmente con l'intenzione di andare verso la zona della Calabria dove ha dei familiari». La vittima, che è stata colpita alla testa, è stata soccorsa da alcune persone che si trovavano nella canonica ma è morta poco dopo nel pronto soccorso del policlinico di Foggia. Nel corso della fuga Matera ha buttato la pistola utilizzata per uccidere la moglie che è stata ritrovata ieri dagli investigatori su sua indicazione, insieme con alcune munizioni. L' arma era regolarmente detenuta. Ieri il proprietario del negozio dove lavorava come cassiera Giovanna Traiano ha deciso di chiudere l'esercizio commerciale lasciando sulla porta d'ingresso un biglietto con la scritta "Chiuso per il lutto che ha colpito Giovanna". Decine di persone che conoscevano la vittima si sono fermate nei pressi del negozio raccogliendosi in preghiera, deponendo anche delle rose di colore arancione.