«Mancherà la manodopera» Aimetti disegna gli scenari del prossimo futuro


ROSIGNANO. La disoccupazione nella nostra provinciasta calando ma è fra le più alte in Toscana; e quant'è difficiletrovare lavoro per i giovani che escono adesso dallascuola. A scompaginare queste certezze è Pietro Aimetti,vicepresidente del Gruppo Clas, società di ricerche e consulenzenel campo dell'economia applicata, presentandouna sorta di scenario futuribile. Chi l'avrebbe detto 15 annifa che sarebbe stato necessarioimportare infermieriextracomunitari? E chi è dispostoa credere oggi, quandoil precariato dei professori èrealtà dolorosa e diffusa, checosì come sta accadendo in Inghilterrafra un paio di decenniaccadrà anche per le professionidell'insegnamento lacarenza di addetti? Negli ultimi 10-15 anniabbiamo avuto come chiodofisso la disoccupazione.Lei dice che nell'arco deiprossimi 10-15 anni saràl'opposto: troppo lavoro epoca gente. Come facciamoa crederci? «Lo dicono con chiarezza leprevisioni demografiche dell'Istatper la nostra zona: c'èuna netta diminuzione demografica,è un dato chiaro. SiresLringe fortemente il numerodelle giovani leve che si affaccianosul mercato del lavoro». Dappertutto? «Certo, in alcune aree dipiù e in altre meno». Ma cosa deve fare chiadesso ha 14-15 anni e cominciaa chiedersi cosafarà da grande? «Prima di tutto guardare alleproprie aspirazioni. Senzamortificarle e condizionarletroppo: meglio provare a valorizzareal massimo le propriecapacità. Niente fretta: studiandoe attrezzandosi avrannoancora più opportunità». Che in ogni caso, lei dice,gli si presenteranno davantinumerose... «E' una questione di numeri,di demografia. E se avrannoaltri "numeri", nel sensodi talenti e abilità personali,potranno farcela a reggere lacompetizione per riuscire aaspirare concretamente ai postipiù qualificati, ai quali credoovviamente punterannogran parte dei giovani nelprossimo futuro». Insomma, lei dice che anchequi arriverà il "ventodel Nord Est". Anche quidovremo dire ai nostri figli:non correre dietro alprimo lavoro che càpita, resistialla voglia di avereuno stipendio e studia... «Cercare la prima occasioneche càpita non è sbagliato.Ma a patto che si valuti perquel che è: un passaggio provvisorio,un qualcosa che facrescere nell'esperienza. Tuttinoi abbiamo accettato qualcosadi provvisorio. Propriocon questo obiettivo: avvicinarcial mercato del lavoro.E' una crescita e non è incontraddizione con l'esigenzadi una formazione solida, forte,attrezzata».