Bali, confessa uno della strage Al Qaida firma l'azione «contro discoteche e bordelli»


ROMA. Si chiama Amrozi.Di lui non è stata comunicatané nazionalità né altro. Soloil nome di battesimo e l'età,intorno ai trent'anni. Si supponeche sia indonesiano. Incarcere a Bali, sta parlando.E' l'ultimo proprietario delfurgoncino imbottito di micidialeC4 con cui il 12 ottobrescorso un commando terroristalegato ad Al Qaida ha provocatola strage della discotecaSari, sul lungomare di KutaBeach, una delle zone turistichepiù frequentate dell'Isoladel paradiso. E proprioieri, con un messaggio via InternetAl Qaida, il gruppo diOsama Bin Laden, ha rivendicatol'attentato affermando di«aver attaccato discoteche ebordelli in Indonesia». A quasi un mese dalla strage,che provocò la morte di182 persone, è il primo progressodi rilievo compiuto dallapolizia indonesiana, chepuò avvalersi della collaborazionedi specialisti americanie australiani. L'arresto dell'uomoè stato reso noto solol'altro ieri dal capo della polizialocale Da'i Bachtiar, ilquale ha confermato che stacollaborando, e che ha confessatodi essere il responsabiledell'azione sul campo: «Il suoscopo era di garantire la sicurezzadella missione». Si sagià che il commando di terroristiera composto da 6, forse10 persone. E' confermato? Ilcapo della polizia non si sbottona.«Il gruppo - spiega Bachtiar- dispone di parecchiepersone con una ripartizionedi ruoli. Tra loro certamentec'è Amrozi, il quale ha riconosciutodi essersi recato sul postoe di aver condiviso i compiti». Sinora gli investigatori avevanodiffuso tre identikit dicittadini indonesiani, affermandoche potevano far partedel commando. Ieri hannodiffuso l'identikit di un quartosospettato, senza però specificarnela nazionalità. «Inbase a nostri testimoni si ritieneche sia strettamente collegatoal caso - ha detto il portavocedella polizia nazionale.- La sua posizione è quelladi sospettato». A voler leggere tra le righe,l'unica carta in mano agli inquirentisarebbe quella delproprietario del furgoncino.Tutti gli altri, non ancora rintracciati,rivestirebbero perora il ruolo di «sospettati». Sistanno incrociando le prove,per vedere se le strade portanoalla Jemaah Islamiah, ilgruppo fondamentalista guidatoda Abu Bakar Bashir, attualmenteagli arresti in ospedalea Giakarta. Il riserbo èmassimo. Bisogna d'altra parteconsiderare il fatto che lapopolazione indonesiana è inmassima parte di religioneislamica, che esistono moltigruppi fondamentalisti e chegli attentatori possono averavuto protezioni insospettate.L'Indonesia, oltre ad essereun Paese islamico, è un Paesead alto tasso di corruzione,anche ad alto livello. L'esplosivo,tre tonnellate di C4 acquistatocon 75 mila dollari,venne fornito da elementi «inquinati»dell'esercito. (a. s.)