Finita la favola del Faraone Addio presidente Melani


PISTOIA. Una sera dell'estate del 1974una Rolls Royce bianca si fermò in piazzaMazzini, davanti a quello che gli sportivichiamano «il muro del pianto». Lì, davantial bar, da decenni gli sportivi di fedearancione piangono, gioiscono, litiganoper la Pistoiese. Marcello Melani scesedall'auto e incontrò i tanti tifosi in apprensioneper le sorti della squadra chesi era salvata al termine di un campionatotribolato e assicurò loro che la suaesperienza con l'Unione Valdinievole eraterminata e che avrebbe rilevato la Pistoiese. Cominciò ad essere scrittaquel giorno la bella favolaarancione che «Il Faraone» haconsegnato alla città. Melaniviveva a Monsummano, al confinecol padule. Una bellissimavilla in pietra, intorno un terrenoimmenso che ospitava ancheun lago e una casa colonica.Aveva fatto fortuna a Torinonel campo petrolifero manon aveva mai dimenticato lasua città di origine, come nonaveva mai dimenticato i suoiideali, la sua fede socialista, irrobustitadalla partecipazionealla Resistenza. Questione divalori, e Melani su questo puntoè sempre stato rigoroso. Era anche un uomo vincente,nel senso di mentalità. Nellavita e nello sport. Tifoso torinista,entrò nel calcio partendodalle sue radici e con il sognodi portare una piccolasquadra di provincia ad altissimitraguardi. Nacque così l'UnioneValdinievole che nel girodi pochi anni raggiunse laserie D e conquistò una CoppaItalia dilettanti. Presto, però, sirese conto che i suoi progettiavevano bisogno di una plateapiù vasta e puntò su Pistoia.L'approccio fu scioccante: «Incinque anni vi porto in serieA». Ma poiché la Pistoiese siera salvata per miracolo, furonoin pochi a prenderlo sul serio.Il 14 settembre del 1980 lasquadra arancione giocò nellostadio di Torino. Le vittorie di Melani non furonoun caso, fu uno tra i primiad aver capito che per ottenererisultati occorreva strutturarela società come un'azienza,con gli uomini giustinei posti giusti. E così dopoaver vinto subito il campionatodi serie D ed aver raggiuntouna salvezza traquilla l'annosuccessivo in C, il presidentecambiò tutto e pescò il jolly:Claudio Nassi alla direzionedella società. Fu lui, ex giornalistadi Tuttosport, a dare unastruttura da grande società allapiccola Pistoiese, ma soprattuttofu lui, in grande sintoniacon Melani, a dare una mentalitàvincente a società e città.Nassi piazzò Giovanni Mineoalla segreteria e scelse BrunoBolchi per la guida tecnica. Ela Pistoiese cominciò a volare. Melani grande manager egrande comunicatore. Fu unantesignano anche nei rapporticon i media che mai subì. Anzi,li utilizzò sempre sapientemente,facendoli sentire comegli ultimi difensori di una cittadellaassediata nel calcio deigrandi. E attraverso loro riuscivaad arrivare al cuore deglisportivi che blandiva, incitava,scuoteva. Per tutti Marcello Melani èstato «il» presidente della Pistoiese,quello che ha scritto lastoria più bella della societàarancione. Un amore infinito emai scalfito, nemmeno dalle caduteche pure ci sono state nellungo regno del «Faraone».Perché? Perché Melani ha portatola Pistoiese dalla serie D allaA in sei anni e per sette è riuscitoa rendere protagonsitidel miracolo tifosi e città. Ecco perché Marcello rimarràper sempre «il» nostropresidente e il minimo che lacittà può fare adesso è di intitolarglilo stadio.di Alberto Vivarelli