Cieco di gelosia, l'aspetta e l'uccide Due coltellate mortali all'ex fidanzata conosciuta via Internet


REGGELLO. Il movente la gelosia. L'ossessione che la storiacon la donna che aveva conosciuto «chattando» fosse finita acausa di un altro. E il sospetto che Internet, così come era statoper il loro amore, potesse aver fatto nascere altri interessiall'ex fidanzata. Così quando la donna, Alessandra Barluzzi,33 anni, impiegata di Incisa Valdarno, ha rifiutato per l'ennesimavolta di riprendere la relazione, l'ex fidanzato, MassimoRossi, 34 anni, imprenditore di Carrara, l'ha uccisa conun coltello a serramanico. L'altra notte l'imprenditore è andatoa San Clemente, nel comune di Reggello, a casa della ex.Non aveva le chiavi. Alessandra, stanca delle molestie dell'uomo,aveva cambiato la serratura dell'appartamento, alprimo piano di una palazzina, in via Boccaccio, 20. Scalando la grondaia MassimoRossi è entrato in casa, quasicome un ladro. E passato dauna finestra, lasciata aperta.Alessandra - era mezzanotte -non era in casa. L'imprenditore- insieme al padre ha una dittanel settore del marmo a Carrara- ha cominciato a guardarsiintorno. Ha avuto il tempo perleggere eventuali messaggi sulcomputer della giovane e qualchepagina del suo diario. Potrebbeessersi messo a frugare -questo farebbe pensare il disordine- tra le cose della ex. In predaalla gelosia - da un messaggioavrebbe capito che Alessandraaveva stretto un'amiciziavia Internet con un uomo delNord Italia - ha atteso il ritornodella donna. Cercava un ulteriorechiarimento: non riusciva adaccettare l'idea che la loro storia,iniziata a febbraio di due annifa ed entrata in crisi a Pasquadi quest'anno, fosse finita.Internet era un pensiero fisso.Il computer potrebbe fornire laspiegazione per capire il raptusomicida. Il computer: che è statoritrovato smontato, conl'hard-disk separato dagli altricomponenti. Come se qualcunoavesse avuto l'intenzione di portarlovia. Al suo rientro, l'impiegata -erano le 3.30 - si è infuriataquando ha visto l'ex. Era statacon le amiche a Firenze. Eraspaventata. Non capiva per qualeragione Massimo fosse lì.Hanno litigato. L'imprenditore,secondo la ricostruzione dei carabinieri,ha tirato fuori un coltelloa serramanico e ha aggreditola donna, fino ad ucciderla.Due i colpi mortali: uno alla gola,l'altro al torace. E due le armiritrovate dai carabinieri, ilcoltello a serramanico e un secondoda cucina, sui quali sonoora in corso accertamenti, percapire se l'uomo li abbia presiin casa o se - forse quello a serramanico- li avesse già in tasca.La donna ha cercato di difendersi:ha cominciato a gridare.Probabilmente nella colluttazioneha ferito all'avambracciosinistro il suo aggressore. Intanto la padrona di casa,Elena, 76 anni, è stata svegliatadalle grida. «Ho sentito un rumoredi tacchi. Poi come un tonfo,il rumore di qualcosa cheviene trascinato. Sono uscita incamicia da notte e scalza. Volevoentrare ma da quando leiaveva cambiato la serratura -dice - non avevo più le chiavi.Allora ho cominciato a gridare.Ma era troppo tardi. Poi Massimoè uscito, era furioso, mi haspinto con violenza ed è fuggitovia. Ho corso per le scale, volevoaiutarla ma Alessandra erain un lago di sangue in mezzo all'ingresso».La giovane - alta,mora, con gli occhi scuri - eramorta. La gonna nera sollevata,coperta di sangue. Massimo Rossi ha lasciatoReggello a bordo della sua auto,una Volvo 960, ed è arrivato aFirenze. In viale Europa si è fermatoe ha chiamato il 112. «Houcciso la mia fidanzata». Unapattuglia dei carabinieri dellaCompagnia di Figline, che erasulle sue tracce, lo ha raggiunto.Era ferito a un braccio, inun primo momento sembravaavesse tentato di uccidersi.Non è stato semplice fermarlo econvincerlo ad andare all'ospedale.Poi è stato sottoposto a fermodi polizia giudiziaria peromicidio volontario. Davanti alpm, Fernando Prodomo, ha ammessodi aver ucciso l'ex fidanzataperché non voleva tornarecon lui. Un gesto «che non si può perdonare»per il padre di Alessandra,pensionato, vedovo da alcunianni. Alberto Barluzzi abitaa Incisa Valdarno insieme all'altrofiglio, che lavora in un'aziendadi pelletteria. «Deve esserepunito per quello che ha fatto»,chiede con dolore, mentreaccarezza Thelma, il barboncinoche era della figlia. Alessandraera conosciuta - così diconogli amici, il datore di lavoro e icolleghi - come una brava ragazza.Lavorava da circa 16 anninello studio di un commercialistacome impiegata. Stava frequentandoun corso serale, all'istitutoVasari a Figline, perprendere il diploma di ragioneria.La storia con Massimo eraentrata in crisi, pare, per lamorbosa gelosia di lui. Ventigiorni fa l'imprenditore l'avevaaggredita, dopo una lite in casa.Pare avesse tentato di soffocarlacon cuscino. Le aveva lasciatograffi e segni sul collo. Arrivaronoi carabinieri e anche unmedico ma Alessandra non denunciòl'ex. Mercoledì scorsol'uomo l'aveva aggredita verbalmentedavanti all'ufficio. Eraintervenuto il datore di lavoro,Augusto Angeletti, invitandoMassimo a non ripetere similiscenate. L'uomo, sempre benvestito, si era scusato con le famiglieche abitano vicino all'ufficiodel commercialista. La giovane- si era confidata a un'amica- aveva il sospetto che Massimo,per dispetto, le avesse avvelenatoil suo Yorkshire. Poi,pentito, le aveva regalato unbarboncino. Nessuno pensava,neppure il fratello con il qualeAlessandra si confidava, che lagelosia armasse l'ex respinto.

dal nostro inviato Sabrina Chiellini