E' silenziosa la «City» di Baricco Niente interviste: solo Internet dà informazioni sul nuovo romanzo


Creato un apposito sitosull'autostrada informaticadi Federico RicciQUELLO che abbiamo da dirvisu Baricco, che tutto quelloche ha da dirci su «City» loha detto on line (www.abcity.it).Potremmo iniziare cosìad avvicinarci a quella chepuò essere definita la «GrandeSvolta» nel mondo dell'editoria.Per La prima volta un libro,City appunto, di AlessandroBaricco (Rizzoli, pagg.324, £. 28.000, Euro 14,46, in libreriada pochi giorni) è statoanticipato via Internet ed èstato creato un sito apposito.Non ci saranno, quindi, intervistee neppure conferenzestampa dello scrittore torinese.Chi è interessato o si collegacon l'autostrada informaticaoppure va in libreria e selo compra. Se è un fedelissimodell'autore, forse nessunproblema, per chi si avvicinasolo ora ai suoi testi, beh, vaalla cieca. Noi, fortunati, abbiamo cliccatosul sito indicato e ci siamotrovati davanti a «Tuttoquello che ho da dirvi su city»ovvero, ci avvisa Baricconel sito «tutto quello che avevoda dirvi su City l'ho scrittoqui, e da adesso me ne staròin silenzio». E poi ancora:«Già con gli altri libri mi èsembrata una cosa vagamentedisonesta parlare in pubblico(e a chi ascoltava cosa diciamo?ndr) di ciò che avevoscritto. Con questo, proprionon mi riuscirebbe di farlo».Bene, dopo aver ringraziatoBaricco per averci fatto capireche il suo è un prodotto superprezioso,proviamo a capirequalcosa di più. Il titolo Bariccodice di averlo avutosempre in testa. «Una città,non una città precisa. L'improntadi una città qualsiasi,piuttosto. Il suo scheletro». Ilbuon Baricco ci informa ancora(bontà sua) che voleva«scrivere un libro che si muovessecome uno che si perdein città. Poi, tornato a casa,gli chiedevano cosa aveva visto.Ho visto City». Per ricapitolare(leggendo sul sito): «City»è la città dove si incrocianotante storie che sono comequartieri e tanti personaggiche sono strade. E allora scopriamoche c'è un barbiereche il giovedì taglia i capelligratis, un ragazzino che sichiama Gould e una ragazzinache si chiama Shatzy Shell(niente a che fare con quellodella benzina, avvisa lo spiritosoBaricco). Ma ci sono anche professori,gente che gioca a calcio,un bambino nero che tira acanestro e un generale dell'esercitoe «roba moderna»: untelefono (il romanzo prendevita con una telefonata), televisori,automobili, pullman,una roulotte. E poi c'è lui,Mondrian Kilroy, il professoreche scrive un saggio sull'onestàintellettuale. Baricco cidice (on line) che grazie a questosaggio denuncia i proprivizi «...un modo per guardarmiallo specchio». E poi c'èuna storia di boxe e un western.«Il Western è una cosaa cui pensavo da anni - ci comunicaAlessandro - (...) Senon avessi da scrivere Sete(dopo Seta e City ci pare scontatoche Baricco scriva Sete,per metterlo poi sul sito) credoche non scriverei altro chewestern, adesso». «In ogni caso- avverte Baricco - City èuna storia complicata. Nonsono mai riuscito a capircimolto». Per cui non preoccupatevise lo trovate confuso(anche noi siamo, a questopunto, abbastanza confusi). Dice bene (anche in questocaso, digitalmente parlando)Paolo Marcesini sulle paginedi «Caffè Europa» l'interessanterivista on line del mensile«Reset», che pare abbiadecisamente dichiarato la«Prima guerra via Internet»allo scrittore definito in piena«sindrome di Salinger»:«Meriterebbe qualche domandauna presentazione di questotipo, oppure ritenete, voiche leggete i libri di Baricco,di aver già capito di cosa stiamoparlando?» Alla fine anche quest'operazioneci sembra fine a se stessa:far parlare del nuovo romanzo.Promuoverlo con un'operazioneche si potrebbedefinire solo come precisascelta di promozione. Ben studiatama un po' stucchevole epersino fastidiosa. «(...) nienteinterviste o presentazioni odibattiti. Giusto queste righe,posate in questo posto chequasi non esiste - dedicate achi le troverà». Ma in conclusione proprioquesta «Grande svolta» di Bariccoci fa tornare in mente ladomanda: l'opera appartienedavvero a chi l'ha scritta?Quel che abbiamo da dirvi suBaricco è solo questo.