Uccide la moglie con dieci coltellate Orrore nella tranquilla palazzina di un irreprensibile funzionario di banca


LARCIANO - Sul tavolo bianco, davanti al forno e al frigorifero,ci sono ancora i resti della colazione. Seminuda, distesa sotto l'arcomurato che divide il soggiorno dalla cucina, Mina è senza vita, colpitada 10, forse 12 coltellate inferte dal marito. Lui è in salotto, sedutosu un divano, che parla come un automa. «Come ti senti? Hai lemani piene di sangue», gli chiedono, per saggiare le sue condizioni.«Sto bene, tutto a posto. Il sangue? Ora vado a lavarmi», rispondeassente, distante. Gianfranco La Petina, funzionario di banca, haappena ucciso la giovane moglie, Mina Solenne. Ma non lo ricorda.Sul terrazzo, a sinistra dell'entrata,c'è un triciclo abbandonato,bianco e rosa. Lui funzionariodella Caripit a Olmi(Quarrata), lei impiegata nellostesso istituto, ma nell'agenziadi Larciano: avevano due bambini,la prima di quasi cinqueanni, il secondo di appena unanno e mezzo. I piccoli non sonoin casa: la sera prima maritoe moglie avevano chiamatoi nonni, padre e madre di Mina,invitandoli a cena e chiedendoloro un normale favore.«Tenete voi i bimbi, stanotte,perché Gianfranco non sisente bene», aveva detto ladonna ai genitori. Nonni e nipotinise n'erano andati intornoalle 21, verso Casalguidi.Gianfranco e Mina, da quelmomento, sono rimasti soli. Davanti alle villette a schieradi color rosa in via Ferrucci,dietro il vecchio camposportivo di Larciano, la nebbiadel mattino si è appena diradata.Fa freddo. Sono le nove,tutto è successo un'ora fa.Una coppia si sveglia, si veste,scende dalla camera del primopiano per fare colazione. Poi,di colpo, lui si abbatte conuna violenza cieca contro lamoglie. Senza preavviso, senzacolluttazione e senza lite.Perché? Quasi in silenzio, standoai racconti dei vicini chenon hanno sentito niente, LaPetina, 46 anni, vice responsabiledella filiale della Cassa diRisparmio di Pistoia a e Pesciaa Olmi, afferra un coltelloda cucina estraendolo da unodi quei «ceppi» di legno cheservono per ospitarli. Si voltaverso la donna, 36 anni, e laaccoltella per una dozzina divolte, di fronte. La lama penetraun fianco, il torace, lo stomaco.E il cuore, tre volte. Leimuore subito, lui resta lì. Nonc'è fuga, non c'è occultamentodi cadavere o di tracce. Nonc'è difesa alcuna. La mammadi Gianfranco, preoccupataperché da qualche giorno l'uomo«ha qualcosa che non va»,telefona, ma gli squilli rimbalzanonella casa senza risposta.La madre, in ansia, spediscedi corsa il fratello di Gianfrancoa vedere che cosa sia successo.Da lì la terribile scoperta,l'allarme ai carabinieri, la vanachiamata dell'autoambulanza. All'arrivo dei militari l'uomoviene accompagnato in un'altrastanza; il corpo di Mina,in vestaglia, slip e reggiseno,resta a terra dietro quel muretto,tra le sedie della cucina, inattesa dei rilievi scientifici. Lavilletta, a porta aperta nel viavaidi volontari e carabinieri,è ben visibile dall'esterno. Lascena del delitto non presentasegni di lotta. E' un giallo, ma manca ilmovente. «Sono preoccupato»,aveva confidato negli ultimigiorni Gianfranco agli amicie anche al medico. Qualcuno,nel vicinato e in paese, raccontache La Petina fosse inansia, per motivi apparentementeinesistenti. Sosteneva disentirsi seguito, minacciato,ma non sapeva spiegare da chie come. Forse in esaurimentonervoso, La Petina si era fattoprescrivere degli ansiolitici dalmedico, un amico di famigliadi vecchia data. E quando ildottore, sbigottito, entra nellavilletta a tragedia avvenuta,l'uomo ha un sussulto, lo saluta,lo ringrazia proprio perquei medicinali. Poi, davantiai militari, agli addetti dellepompe funebri e al parrocodella sua chiesa, ripiomba inuno stato di assenza dal qualenon uscirà per tutta la giornata.Non riconosce neppure ilfratello, che tratta da estraneo. Arrestato per omicidio volontario,condotto prima al comandodi stazione e poi nel vicinocarcere di Santa Caterina,a Pistoia, La Petina è rimastoa disposizione del magistrato(il Procuratore della Repubblicadi Pistoia, PasqualinoGratteri); ma non viene interrogato,semplicemente perchénon è in grado di rispondere.Oggi, in attesa anche dell'esamedi autopsia sul corpo dellamoglie, gli inquirenti tornerannofaccia a faccia con lui, percapire quale demone abbia trasformatoin un assassino unmarito affettuoso e un padrecoscienzioso.

Fabrizio Brancoli