Dopo i tre esposti sulla sfida di Torino che il 26 aprile decise l'ultimo scudetto Juventus-Inter, la partita rivive in tribunale


TORINO - Primi atti ufficiali della Procura presso il tribunale di Torino nell'inchiesta sulla partita Juventus-Inter del campionato 1997/98. Nel pomeriggio il pubblico ministero Andrea Padalino ha interrogato Nicola Papagni, un professionista di Trieste che nei mesi scorsi aveva presentato un esposto chiedendo l'apertura di un procedimento penale. La partita, che risale allo scorso 26 aprile e che fu decisiva per l'assegnazione dello scudetto, viene ricordata soprattutto per le polemiche legate all'arbitraggio di Ceccarini e in particolare per un rigore negato a Ronaldo, che in area juventina venne affrontato e messo giù da Iuliano. Oltre a quello di Papagni in Procura sono arrivati tre esposti: uno da Bologna, uno da Salerno e uno da Vibo Valentia. Il riserbo degli inquirenti che si occupano della vicenda è massimo. Non si sa nemmeno se siano state già contestate delle ipotesi di reato. Di certo, però, i magistrati (tra cui il procuratore aggiunto Marcello Maddalena) finora hanno svolto approfondite ricerche «d'archivio» per orientarsi tra la giurisprudenza in materia e distinguere tra illeciti sportivi di rilevanza penale e violazioni del codice. Ad interessarli, soprattutto, è stata la qualificazione giuridica della figura dell'arbitro, che non sembra sia perfettamente delineata.