L'argine mèta ideale per gli spacciatori e i tossidipendenti


PONTEDERA - L'argine dell'Era terreno di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti? Pare di sì, a sentire le testimonianze dei podisti e degli amanti delle camminate in genere che approfittando delle belle giornate si «avventurano» sul sentiero che conduce verso frazione della Borra. In molti, in questi giorni, cominciano ad aver paura, dopo aver notato a più riprese giovani che, inequivocabilmente, si preparano la «dose» senza curarsi più di tanto del passaggio degli estranei, oppure ragazzi che passano banconote ad altri in cambio, appunto, degli stupefacenti. Qualcuno ha fatto finta di niente, tirando avanti e facendo però la massima attenzione per evitare eventuali siringhe usate (tra l'altro l'erba è assai alta e il compito non è dei più facili); altri, dopo la corsa, hanno segnalato la questione alle forze dell'ordine chiedendo interventi urgenti.«In tanti anni che vengo qui sull'argine non ho mai visto niente del genere - dice una podista - sotto il terzo ponte proprio ieri c'erano tre ragazzi, forse nordafricani, che consegnavano dosi a una ragazza, e poco più avanti un altro ragazzo era impegnato a bucarsi, proprio mentre stavo passando». I resti di limoni sul sentiero sono la traccia più evidente e drammatica di un problema che non accenna a esaurirsi, malgrado l'attenzione di polizia e carabinieri sia tutt'altro che diminuita. «L'attività di prevenzione legata al consumo e allo spaccio di stupefacenti - conferma il dottor Leopoldo Laricchia, dirigente del commissariato - continua in modo regolare e ultimamente i controlli sono stati svolti come al solito. Il fatto è che lo spaccio (e il consumo) è itinerante e i tossicodipendenti, "sfrattati" da un luogo si spostano in un altro. Comunque, teniamo sotto controllo anche l'argine dell'Era». Che polizia e carabinieri siano ben lontani dall'abbassare la guardia lo dimostra il fatto che l'ultima operazione antidroga risale a un mese fa e in quell'occasione gli arresti furono addirittura quattro. «Purtroppo è anche vero - concludL Laricchia - che la legge consente alle persone arrestate di uscire dal carcere dopo pochi giorni, così ci capita di arrestare lo stesso soggetto in più occasioni. Perché in realtà a Pontedera spacciatori e consumatori non sono aumentati». (f.b.)IL CASO