Pontedera, il ricordo del vicepresidente del consiglio Il museo di Giovannino La visita di Veltroni e Umberto Agnelli


PONTEDERA - La speranza di un paese migliore. Condivisa da due giovani esponenti di mondi diversi. Anni fa erano a pranzo insieme, a Pontedera, Giovanni Alberto Agnelli e Walter Veltroni, allora membro del comitato scientifico del museo Piaggio in fase di progettazione e oggi vicepresidente del Consiglio. Parlavano di un nuovo modo di fare impresa e della sua eticità. «Non so se ciò si sia realizzato - ha detto ieri Veltroni a Pontedera in visita al primo lotto del museo - ma quelle energie hanno fatto strada liberando le principali risorse di cambiamento del paese».La moralità dell'impresa e del lavoro erano al centro dei colloqui fra Agnelli e Veltroni. «Non so se nella stanza del presidente Piaggio - ha continuato Veltroni - c'è ancora oggi appeso il codice etico». «C'è» ha annuito commosso dal pubblico il presidente Piaggio Alessandro Barberis. «Quel codice etico - ha ripreso Veltroni - si è tradotto in scelte importanti. Con l'eticità si formano le forze migliori di questo paese». Una dimensione sociale e culturale dell'industria che si riflette nello spirito del costituendo museo Piaggio, nato proprio per volontà di Giovanni Alberto Agnelli. Lo ha ricordato l'altro protagonista della giornata di ieri alla mostra, il padre di «Giovannino», Umberto, per vent'anni presidente della Casa pontederese e oggi consigliere d'amministrazione. Umberto Agnelli ha detto che il museo storico «anLrà avanti nello spirito con cui mio figlio aveva previsto che si dovesse fare». L'istituto che ospiterà la mitica Vespa e tanti altri pezzi che hanno fatto la storia dei trasporti è - secondo Agnelli - sicuramente - un buon modello di relazioni pubblico-privato. «Ma - ha aggiunto - non è l'unico; ce ne sono già diversi e dovranno aumentare moltissimo se vogliamo dare una crescita reale e forte al nostro paese». Con un sorriso composto e fiero, un velo di malinconia negli occhi, Umberto ha parlato di suo figlio, vincendo quell'emozione che ha contagiato tutti, la vedova Avery Howe, la madre di Giovanni jr, Antonella Bechi Piaggio, le autorità e gli operai. «Che in questa fabbrica - ha detto il sindaco di Pontedera Enrico Rossi - sono tornati per vedere i pezzi d'epoca e le opere d'arte dopo averci speso una vita di lavoro». Ci sono andati dopo il lavoro, fino alle undici di sera, alla mostra d'arte contemporanea Entr'acte ospitata nell'ex attrezzeria. Un orario lungo che è piaciuto al vicepresidente Veltroni. «In Italia - ha detto - abbiamo aumentato del 30 per cento le visite ai musei da quando c'è l'apertura serale. Da essere un paese dove i monumenti non si sapeva quando erano chiusi, siamo in Europa quelli con gli orari di visita più ampi». Un successo che Veltroni assomma a quello della ripresa del cinema italiano. «Se dici Italia nel mondo - ha ripreso - chiunque risponde con nomi di artisti, scrittori, registi, gente d'ingegno. Questa è la risorsa che dobbiamo coltivare. E per questo la mostra e tutto il resto dell'impegno di Pontedera nella cultura è importante. Anche per accrescere, in fin dei conti, la ricchezza prodotta dall'industria e che si redistribuisce sul territorio». E la Piaggio? Secondo Umberto Agnelli, nonostante le difficoltà di un mercato sempre più competitivo, in questo clima di rinnovata pace sociale e di stimoli culturali, gode della fiducia degli azionisti e delle istituzioni. «Si tratta ora - ha detto Agnelli - da parte di tutti, di mantenere le promesse, di crescere con la qualità, l'innovazione e conseguentemente le quote di mercato».

Gianluca Zucchelli