Arrivano i cacciatori padani L'associazione chiede meno tasse e burocrazia


PISTOIA - Dopo gli «indiani padani», comparsi qualche estate fa in Italia attraverso un celebre motivo dei Rats, arrivano anche i «cacciatori padani». Da circa un mese, in città, circola un volantino: «Meno burocrazia più libertà Meno tasse più iniziativa privata Difenditi». Il volantino è firmato dall'«Associazione Cacciatori Padani» - «Lega Difesa Caccia» e porta indelebile, sia nei colori scelti (bianco e verde) che nel simbolo (circondato da una lepre, un cinghiale ed un fagiano) il marchio per l'autodeterminazione e l'indipendenza della «Padania». Seguono 4 punti programmatici accompagnati da due slogan: «Basta con i vincoli» e «Basta con le tasse». Una boutade estiva? Nient'affatto. L'iniziativa, infatti, è partita lo scorso anno da Umberto Bossi, e rientra nella campagna della Lega Nord per inserirsi a livello politico in un settore strategico come quello della caccia. Giulio Cesare Stefani, cacciatore da oltre 30 anni e con 8 anni di esperienza nella Federcaccia, è il responsabile dell'associazione a Pistoia: «Le proposte che portiamo avanti sono poche, chiare e incisive. Ci consentirebbero, senza stravolgere il quadro esistente, di cambiare la legge liberandoci da alcuni vincoli assurdi». In sostanza i «cacciatori padani» rivendicano la gestione diretta negli Atc delegando ad amministratori ed ambientalisti la sola funzione di controllo e chiedono che l'Atc venga disegnato non più all'interno di ogni singola provincia ma in un ambito interprovinciale ed interregionale: «Ci sentiamo come gli uccelli, in gabbia. Il calendario venatorio deve essere emanato nel rispetto degli usi e delle tradizioni: che senso ha non poter cacciare il passerotto e lo storno?». Naturalmente non poteva mancare il cavallo di battaglia della Lega Nord: la questione delle tasse: «Perché devo pagare il porto d'armi allo Stato, il tesserino venatorio alla Regione e l'assicurazione di 700mila lire se poi non posso muovermi liberamente sul territorio? Noi vogliamo che le tasse si paghino laddove effettivamente si esercita l'attività». Ma quanti sono i «cacciatori padani» a Pistoia? Per ora l'associazione, con circa 20 aderenti, assomiglia più a una specie rara e protetta. Il sogno alla fine dell'anno è toccare quota 100. «Quest'anno lavoriamo gratis: le nostre tessere, rispetto alle altre, costano meno. Comunque il numero delle tessere ha una importanza relativa. E' a Milano che devono sfondare. A noi interessa far conoscere le nostre idee». (s.r.)POLITICA