Il 18 e il 19 convegno a Villa Bottini Alla riscoperta di grotte e ninfei


LUCCA - Le grotte ed i ninfei che abbelliscono i giardini di numerose ville in Italia e nel mondo saranno al centro di un convegno che si svolgerà in due sedi. I lavori di «Artifici d'acqua e giardini - la cultura dei ninfei e delle grotte in Italia ed in Europa», organizzato dalla Soprintendenza ai beni culturali di Pisa, infatti, prenderanno il via a Firenze il 16 e 17 settembre, per poi proseguire, il 18 e 19 a Lucca. Sede per tale congresso a Lucca è stata scelta Villa Buonvisi Bottini, che, nel suo parco, presenta proprio un esempio di ninfeo di particolare bellezza, il quale è stato recuperato solo in tempi recenti, proprio grazie all'intervento di restauro effettuato della Soprintendenza di Pisa. Ma per quale motivo si decide di dedicare un convegno internazionale a questo tema? Grotte e ninfei, in effetti, sono da considerarsi una peculiarità tipica dei giardini cinquecenteschi toscani. Una peculiarità che ha fatto scuola, tanto da venire copiata in tutto il mondo, come testimoniano gli esempi che si trovano a Parigi o a Salisburgo. Ecco, quindi, che gli architetti più importanti del tempo si dedicarono alla progettazione di questi luoghi nascosti ed un po' misteriosi che tanto bene suggerivano ai cavalieri un facile pretesto per abbandonare gli affollati giardini e trovare un po' di intimità con la propria dama. Ma non erano solo questo: le grotte e le loro sculture mitologiche spesso rappresentavano il vanto di signori che volevano rendere la visita al proprio parco un'esperienza davvero unica. E, così, in breve tempo si diffuse la tendenza a creare un angolo di giardino «abitato» da satiri, naiadi, cacciatori e pastori, anche se «padrone di casa» sono, ovviamente, le ninfe, creature mitologiche alle quali era affidata la custodia dell'acqua, elemento che gli antichi consideravano sacro e, quindi, assolutamente da proteggere. Queste figure, esibite dai signori dell'epoca nei propri parchi - ed un forte esempio di questo ce lo danno i Medici - erano la testimonianza di quella cultura che ondeggiava tra il mistero ed un soffuso erotismo, che durante il Rinascimento era tanto in voga. Queste piccole oasi, generalmente poste in un angolo piuttosto appartato del parco, diventavano, quindi, il luogo dove trovare un po' di refrigerio e concedersi un bagno in tutta tranquillità, ma anche il posto privilegiato per cogliere alla sprovvista le dame, oppure dove accompagnarle, nella speranza che l'aiuto dei personaggi mitologici avrebbe favorito una conquista galante. Il fatto che questo tipo di architetture aveva come scopo principale quello di dare lustro alla famiglia che lo commissionava, fece sì che ad impegnarsi in tali progetti fossero alcuni dei più importanti architetti dell'epoca. Ecco, quindi, che troviamo ninfei e grotte progettate da personaggi del calibro del Giambologna - autore della splendida «Venere al Bagno» nella grotta del giardino di Boboli, Buontalenti e del Tribolo. Ed anche i materiali usati per creare queste opere d'arte erano rari: ad esempio, infatti, si usavano sassi di fiume, paste vitree, terrecotte, conchiglie marine generalmente di provenienza esotica, spugne, madrepore e calcari. Parallelamente al convegno, dove si parlerà di queste architetture per comprenderne meglio l'importanza, vi sono anche alcune iniziative collaterali. Innanzi tutto chi fosse interessato potrà effettuare una visita, oltre che al ninfeo di Villa Bottini, anche alla grotta grande del Buontalenti, attualmente in restauro, che si trova presso il giardino di Boboli. Oltre a questo, a Villa Bottini, Larà allestita un'interessante mostra fotografica e che mostrerà ai visitatori le grotte ed i ninfei più belli d'Italia: questa mostra resterà aperta fino al 30 settembre. Sia per il convegno che per la relativa mostra, oltre alla Soprintendenza di Pisa, che ne ha curato l'organizzazione, si sono impegnate attivamente anche le Soprintendenze ai Beni ambientali ed architettonici di Firenze,Lucca, Pistoia, Prato, Pisa, Livorno e Massa Carrara.

Federica di Spilimbergo