Arzelato, dopo la rivolta per passare dall'anagrafe di Zeri a quella di Pontremoli, ora c'è un'altra battaglia Un paese protesta, ripetitore nel mirino Attribuiti ai campi magnetici mal di testa, insonnia, problemi agli elettrodomestici


PONTREMOLI - Il paese di Arzelato è stato annesso sotto la giurisdizione del comune di Pontremoli nel 1957. Prima di allora, infatti, apparteneva al comune di Zeri ma, data la posizione più vicina al capoluogo pontremolese, gli abitanti chiesero per anni, di spostare la propria iscrizione nell'anagrafe pontremolese; soltanto nel '57, in seguito all'interessamento del parroco don Ino Pasquale (che ha guidato la «rivolta» del paese), Zeri ha ceduto il territorio a Pontremoli. «Ciò - spiegano gli abitanti più anziani - per una questione di praticità e di comodità: così siamo più vicini al centro di appartenenza: prima era troppo difficoltoso d'inverno, con la neve, arrivare a Zeri per sbrigare le nostre cose; a volte si stava anche 3 o 4 giorni senza poter raggiungere il centro». Questa, stando ai fatti, pare che sia l'unica parte della storia di Arzelato e rimanere immutata nel tempo. Gli abitanti, un'ottantina, quasi tutti anziani, rimpiangono i tempi in cui, in paese, ci si alzava presto al mattino per andare a curare le coltivazioni dei campi. Gli arzelatesi sembravano essere dei veri e propri specialisti nella coltivazione degli ortaggi. Un misto di storia e leggenda caratterizza, invece, la festa più importante del paese, quella del patrono, S. Michele, il 29 settembre. Qualche giorno prima della ricorrenza, la popolazione è solita concentrare la sua attenzione sulle pareti della chiesa e del campanile, per vedere se si rinnova il «prodigioso» rito delle cosidette «formiche di S. Michele»; queste, secondo la credenza popolare, sono legate a due fenomeni. Il primo vede la presenza delle formiche come un segno inequivocabile per gli arzalatesi: «Entro pochi giorni arriverà la pioggia, una consistente pioggia». Una seconda interpretazione, invece, porta i fedeli del paese a pensare che la presenza degli animaletti lungo le pareti della chiesa e del campanile, sia il risultato di un segno divino, quasi miracoloso: «Anche le formiche partecipano al corteo del paese in onore di S. Michele». Dunque storia e leggende, ma non solo. Purtroppo anche qualche problema è causa di frequenti discussioni in paese. Il più sentito da tutti riguarda il ripetitore dei segnali telefonici e televisivi che da qualche anno è stato installato su un lato del paese. Andrea Benelli ha spiegato con più esattezza in che cosa consisterebbero i disagi dei paesani attribuiti a presunti campi magnetici emanati dal ripetitore: «Da quando è stato installato l'impianto, la gente accusa spesso mal di testa e insonnia, inoltre, soprattutto nei casi di maltempo, qualcuno ha subito anche dei danni agli elettrodomestici». Brigida Bertoni e Luigia Severi, due casalinghe che fanno uso frequente degli elettrodomestici (finché funzionano, ovviamente) raccontano che nel giro di pochi mesi, hanno dovuto ricomprare, l'una il televisore, il congelatore e le lampadine della casa, l'altra il frigorifero, la Tv ed in fine, proprio un mese fa, la caldaia. «Inoltre la notte non dormiamo più; e non è un problema avvertito solo dagli anziani, anche i giovani lamentano dei disturbi», ha aggiunto la signora Brigida. La popolazione è seriamente preoccupata, convinta com'è che il problema sia il ripetitore. La gente del posto, infatti, non appena si hanno le prime avvisaglie di nubi sul paese, stacca i riscaldamenti e il contatore della luce. E vorrebbe quindi che il ripetitore venisse spostato in modo che il suo raggio di azione non interessi così direttamente l'abitato. Note positive riconosciute al paese sono, invece, la strada che, contrariamente ad altre zone pontremolesi, è in ottime condizioni, abbastanza pulita e ben protetta dai precipizi con dei guard-rail. (Arzelato sorge ad una altezza di 869 m. sopra il livello del mare). Anche per quanto riguarda i servizi la gente appare soddisfatta, nonostante il paese abbia un solo bar che funge anche da luogo di ritrovo per i più anziani che amano distrarsi giocando a carte. Un importante bene di questa piccola frazione è rappresentanto dall'unico albergo esistente tra le frazioni pontremolesi. «Il falco delle Apuane», costruito agli inizi degli anni '60 da Ennio Giumelli, ed attualmente gestito dal figlio Luigi. Diverse vicissitudini hanno rischiato di far perdere al paese questa grande risorsa che, per quasi mezzo secolo, ha fornito lavoro a tante persone e che, nel suo piccolo, ha contribuito ad intrattenere una parte di turismo lunigianese. Oggi, però, la struttura funziona soltanto nei mesi estivi: in inverno infatti, le spese di manutenzione sovrasterebbero di molto i guadagni, data la scarsa affluenza di turisti. Ma in luglio ed agosto si registra una buona affluenza di visitatori che provengono da ogni parte della Toscana e anche da fuori. Questo, oltre ad essere un aspetto positivo per Arzelato e il suo albergo, è da considerarsi anche come una ulteriore conferma dell'attrattiva che per i turisti rappresenta l'intero territorio della Lunigiana.

Santa Marullo