Caso Cucchi, condannati i carabinieri per depistaggi, la sorella: "Distrutti anni della nostra vita"

video Sono stati tutti condannati gli otto carabinieri a processo per i depistaggi relativi all'omicidio di Stefano Cucchi. È quanto ha stabilito il giudice Roberto Nespeca del Tribunale di Roma. "Sono sotto shock. Non credevo sarebbe mai arrivato questo giorno. Anni e anni della nostra vita sono stati distrutti, ma oggi ci siamo. E le persone che ne sono stati la causa, i responsabili, sono stati condannati", ha commentato dopo la sentenza Ilaria Cucchi, sorella del geometra romano ucciso nel 2009. "Il dato di verità è che i depistaggi ci sono stati e tutto quello che hanno scritto su Stefano Cucchi, 'tossicodipendente, anoressico, sieropositivo' e tutto quello che hanno scritto sulla famiglia è falso", ha aggiunto Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi.A cura di Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, il legale dei carabinieri che accusano i superiori: "Costretti a eseguire gli ordini"

video Massimiliano Colombo Labriola e Francesco Di Sano, due degli otto carabinieri imputati nel processo per i presunti depistaggi relativi alla morte di Stefano Cucchi, hanno richiesto di costitursi parte civile contro i loro due diretti superiori Luciano Soligo e Francesco Cavallo, anch'essi ambedue imputati nello stesso processo, per aver richiesto alcune modifiche alle annotazioni di servizio relative allo stato di salute del geometra romano. "Furono ordini dei diretti superiori. Labriola fu di fatto esautorato da Soligo e svolse sostanzialmente un ruolo da passacarte", ha motivato Giorgio Carta, il legale di Labriola e Di Sano. "Ma quale ordini. Con quella richiesta stanno chiedendo al giudice un anticipo di sentenza, è inammissibile", ribatte Gianluca Tognozzi, avvocato di Soligo. "È partito il tutti contro tutti e lo scaribarile - conclude Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi -. Ma qui il vero problema è il rischio che scatti la prescrizione".di Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, processo depistaggi: "Un istante dopo la morte di Stefano, i generali già sapevano tutto"

video E' iniziato a Roma il nuovo processo sulla morte di Stefano Cucchi, quello relativo ai presunti depistaggi operati da alcuni alti ufficiali e militari dei carabinieri per occultare le ragioni della morte del geometra romano. "Io non posso dimenticare che un istante dopo la sua morte, mentre questa famiglia spendeva ogni energia, c'era qualcuno che sapeva tutto e scriveva a tavolino le conclusioni medico-legali", ha detto la sorella Ilaria Cucchi arrivando al tribunale.Di Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, la sorella Ilaria: "Mio fratello non morì di droga, pronti a denunciare Salvini"

video Commentando la sentenza di condanna per i carabinieri ritenuti responsabili della morte di Stefano Cucchi, il leader leghista Matteo Salvini ha detto che rispetta la famiglia ma il caso "dimostra che la droga fa male". "Che c'entra la droga? Salvini perde sempre l'occasione per stare zitto", ribatte Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, in diretta a Circo Massimo, su Radio Capital, "Anch'io da madre sono contro la droga, ma Stefano non è morto di droga. Contro questo pregiudizio e contro questi personaggi ci siamo dovuti battere per anni. Tanti di questi personaggi sono stati chiamati a rispondere in un'aula di giustizia, e non escludo che il prossimo possa essere proprio Salvini". Intervista di Massimo Giannini

Caso Cucchi, 12 anni a due carabinieri per l'omicidio di Stefano: la lettura della sentenza

video Dodici anni di reclusione ad Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro per omicidio preterintenzionale. Tre anni e otto mesi a Roberto Mandolini e due anni e sei mesi a Francesco Tedesco per falso. Sono queste le condanne ai carabinieri imputati nel processo bis sulla morte di Stefano Cucchi così come sancite dalla sentenza della Prima Corte d'assise del Tribunale di Roma. Nel video, la lettura del dispositivo da parte del presidente della corte Vincenzo Capozzadi Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, la tensione della famiglia in attesa della sentenza: "Oggi è la resa dei conti"

video Arriverà nel tardo pomeriggio la sentenza del processo bis sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano deceduto all'ospedale Pertini di Roma nel 2009 mentre si trovava in stato di arresto. "E' un momento di estrema tensione, ieri sera ho fatto fatica a prendere sonno - commenta Ilaria Cucchi, sorella di Stefano -. Dopo dieci anni di battaglie durissime e difficilissime, questo è il giorno della resa dei conti". "Siamo molto agitati, mia moglie in particolare", aggiunge Giovanni Cucchi, padre di Stefano. "Davanti a quel corpo massacrato avevamo giurato che non ci saremmo mai fermati e così abbiamo fatto. Oggi lo Stato è finalmente vicino a noi", conclude la madre Rita Calori. Video di Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, la sorella Ilaria: "Astensione giudice? Sono soddisfatta, meritiamo processo senza condizionamenti"

video "Dopo dieci anni di processi sbagliati dovuti a quei depistaggi la nostra famiglia ha diritto a un processo sereno e privo di condizionamenti". Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, commenta la decisione del giudice Federico Bona Galvagno di astenersi dal processo sui presunti depistaggi che vede alla sbarra otto tra militari e ufficiali dei carabinieri. "Ministero della Giustizia parte civile? E' l'ennesima dimostrazione che non c'è una battaglia tra la mia famiglia e le istituzioni - ha aggiunto Ilaria Cucchi -. Siamo tutti dalla stessa parte, siamo stati tutti danneggiati da questa vicenda". Di Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, 10 anni senza Stefano, la sorella Ilaria: "Noi abbiamo mantenuto la nostra promessa, ora tocca allo Stato".

video Il 22 ottobre del 2009 moriva nel reparto giudiziario dell'ospedale Pertini di Roma Stefano Cucchi. Dieci anni dopo la famiglia e tutte le realtà che nel tempo si sono strette intorno a Ilaria, Rita e Giovanni hanno voluto celebrare una fiaccolata di ricordo nei pressi del luogo dove Stefano fu arrestato dai Carabinieri. "Sono passati già dieci anni e sembra ieri. Ma sono stati difficilissimi", ha detto Rita Cucchi, la madre del geometra romano. "Quando hanno assolto tutti gli imputati dei processi precedenti è stato il momento più duro - ha aggiunto Giovanni, il padre -. Ma in effetti quella è stata la nostra prima vittoria perché tutti hanno capito che era stato pestato". "Dieci anni fa a Stefano abbiamo promesso verità e giustizia. Adesso mi auguro che si abbia il coraggio di andare fino in fondo senza fare sconti a nessuno", ha concluso la sorella Ilaria.video di Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, Ilaria: "L'Arma è con noi, a fianco della verità"

video "E' stato un momento estremamente significativo. Abbiamo l'Arma dei Carabinieri al nostro fianco, al fianco della verità e anche il sindacato dei militari". Cosi Ilaria Cucchi commenta la decisione dell'Arma dei Carabinieri e del ministero della Difesa di costituirsi parte civile insieme ai familiari di Stefano Cucchi nel procedimento a carico di otto militari accusati di falsi e depistaggi. Luca Marco Comellini, segretario generale del sindacato dei militari, conferma: "Siamo qui perché vogliamo tutelare gli interessi della parte sana dell'Arma perché c'è ancora una parte sana".video di Livia Crisafi

Caso Cucchi, Ilaria: "L'Arma è con noi, a fianco della verità"

video "E' stato un momento estremamente significativo. Abbiamo l'Arma dei Carabinieri al nostro fianco, al fianco della verità e anche il sindacato dei militari". Cosi Ilaria Cucchi commenta la decisione dell'Arma dei Carabinieri e del ministero della Difesa di costituirsi parte civile insieme ai familiari di Stefano Cucchi nel procedimento a carico di otto militari accusati di falsi e depistaggi. Luca Marco Comellini, segretario generale del sindacato dei militari, conferma: "Siamo qui perché vogliamo tutelare gli interessi della parte sana dell'Arma perché c'è ancora una parte sana".video di Livia Crisafi

Caso Cucchi, il carabiniere Casamassima: "Ho parlato e me la stanno facendo pagare cara"

video "Me la stanno facendo pagare cara per la mia decisione di testimoniare. Mi hanno messo ad aprire la porta, mi hanno tolto tutto, mi hanno abbassato lo stipendio. L'Arma non mi è vicina", è la denuncia dell'appuntato dei Carabinieri Riccardo Casamassima, nel giorno della prima udienza preliminare per i depistaggi sul caso Cucchi. E sul processo a suo carico per l'accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio si difende: "L'accusa mi è stata mossa dopo la mia testimonianza. Non hanno trovato droga in casa, ne usciurò pulito, sono sereno".video di Livia Crisafi