"Contromanovra" del Terzo Polo Renzi: «Staniamo Giorgia sul Mes»

ROMACarlo Calenda arriva a Palazzo Chigi per presentare le sue proposte sulla Legge di Bilancio, è il primo esponente dell'opposizione a farlo e l'invito di tutti è di non caricare di significati. Ma attorno a questa visita si adombrano sospetti: tra gli azzurri resta il sospetto che gli ammiccamenti con i centristi servano a Giorgia Meloni per dimostrare che in caso di defezioni in Parlamento FdI ha un piano B a portata di mano. Un esempio in questo senso già esiste. Silvio Berlusconi non ha dimenticato il primo giorno di questa legislatura, quando Ignazio La Russa fu eletto presidente del Senato senza i voti di Forza Italia, sostituiti da anonimi parlamentari. Quella che nei palazzi chiamano la «maggioranza Ignazio», non si può riproporre certo per approvare la manovra, ma resta come monito generale. Anche perché i berlusconiani fanno più di un'obiezione alla Legge di Bilancio, specie su pensioni minime e decontribuzione per l'assunzione dei giovani. Se ne parlerà oggi alla riunione dei capigruppo alle 15 a Palazzo Chigi, dove però potrebbe non esserci Giorgia Meloni, ma il sottosegretario all'Attuazione del programma Giovanbattista Fazzolari. All'ordine le proposte di Azione e Italia Viva sulla legge di bilancio, apparentemente inconciliabili, in molti punti, con il provvedimento licenziato dal Consiglio dei Ministri e arrivato ieri alla Camera. Matteo Renzi ha un'idea: proporre per sabotare. All'incontro di Palazzo Chigi, il Terzo Polo svelerà le sue proposte: destinare gran parte dei 21 miliardi che la Manovra dedica all'energia, a un tetto nazionale al prezzo del gas invece che al credito di imposta, ripristino di Industria 4.0, più soldi a sanità e scuola, a famiglia e giovani. I renziani della delegazione punteranno però anche far emergere una contraddizione. Che farà il governo del Mes? Sì, ancora una volta tornerà in scena l'ormai famoso fondo salva-Stati. Il.Lom. Fr.Ol. --© RIPRODUZIONE RISERVATA