Marchesan: serve un politico Bignolin non si schiera ancora

«La proposta della staffetta mi pareva buona: dopotutto, se Vita fa un po' di gavetta e acquisisce esperienza, matura la conoscenza del sistema». Senza nulla togliere al professionista, riflette Enrico Bullian, sindaco di Turriaco, «altro è il ruolo politico, nonché il settore socioassistenziale rispetto alla sanità». Ma per Anna Cisint: «Vita è prontissimo, è l'uomo adatto al ruolo: lo sta già facendo». Monfalcone rivendica la presidenza non solo perché è capofila, ma perché ne incardina la struttura. «Gli stipendi dei dipendenti, a bilancio, pesano per 20 milioni», dice la sindaca. Dalla sua parte ci sono senz'altro Fogliano con Cristina Pisano e Grado: per l'Isola parlano Claudio Kovatsch e l'ex senatrice Raffaella Marin: «Vita è persona competente e, proprio per la sua professionalità, la nomina sarà condivisa». Un non scontato assist al primario di Oculistica arriva però anche da due comuni del centrosinistra, Ronchi e San Canzian. «Siccome Monfalcone è l'ente gestore, per questione di continuità nell'assistenza è corretto dare la presidenza a Vita, che subentra a Luise - così Mauro Benvenuto -. Me ne sono convinto leggendo la convenzione, per via dei numerosi adempimenti in capo all'ente. L'ipotesi staffetta? Non mi pare percorribile né la valuto rispettosa per entrambi, Vita e Francovig». «Non vedo l'ora sia eletto il presidente per andar avanti con i progetti - gli fa eco Claudio Fratta -. Ritengo vada nominata una persona competente, dell'ambiente: io propendo per Vita». Di avviso diametralmente opposto Riccardo Marchesan, sindaco di Staranzano: «Qui parliamo di sociale, che necessita di prese di posizione politiche. Per questo io vedo bene un politico e non un tecnico. Di qui la mia proposta di Francovig, che a lungo ha frequentato l'Ambito, conosce tutti ed è brava. Un'ipotesi "irricevibile"? Non so, l'organismo è composto da 10 comuni, vediamo. Comunque la proposta era salomonica, non offendeva nessuno, anzi». Non sta scritto da nessuna parte, viene poi fatto rilevare, che la presidenza debba spettare a Monfalcone e si ricorda il precedente di un assessore di Turriaco al vertice. Doberdò è con Marchesan e Bullian, lo conferma Fabio Vizintin. Non altrettanto netta la posizione di San Pier con Claudio Bignolin, che si dichiara «al lavoro per una candidatura unitaria: fino all'ultimo ci possono essere margini di trattativa, la politica funziona così». Ammette tuttavia «di non schierarsi in automatico con Francovig». C'è poi Sagrado, con Marco Vittori, che a fronte dell'assenza di pretendenti (Francovig si era candidata alla Camera) s'era reso disponibile alla presidenza, trovando porte chiuse a centrodestra: «Non ho la laurea in medicina e sono un operaio, ma rappresento il 63% dei miei cittadini: d'altro canto la laurea non è richiesta neppure per essere senatore...». Davanti ai "no" ribatte: «Me ne faccio una ragione, ma la presidenza è più che altro un ruolo amministrativo e quindi certi problemi proprio non li capisco. Spero piuttosto che Monfalcone decida presto il da farsi: al momento di cosa combini l'Ambito, pur non nutrendo dubbi sul fatto che i dipendenti continuino nel loro lavoro, io sono all'oscuro, in assenza di convocazioni. Ed ero abituato altrimenti. Vorrà dire che se le cose si attorciglieranno io e i cittadini ne prenderemo atto». Da che parte stia Sagrado, invece, è chiarissimo. --Ti.Ca.