Esauriti i Centri di accoglienza I migranti restano nell'Isontino

Stefano Bizzi«Rotte, etnie, motivi: la situazione è cambiata in maniera significativa rispetto al passato. Ci sono tre flussi differenti che convergono su di noi. Una volta i migranti passavano attraverso il nostro territorio, adesso si fermano. Il discorso però è molto complesso e richiede un lungo approfondimento». Il questore di Gorizia Paolo Gropuzzo ricorda che, come accade ovunque, anche nell'Isontino gli arrivi sono raddoppiati rispetto a un anno fa e che la questione dei migranti è stata anche al centro di un incontro del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico con i sindaci, ma precisa pure che al momento a Gorizia non c'è alcuna emergenza. Anche se tra Gradisca e Sagrado ci sono numerosi stranieri che dormono all'addiaccio in attesa di poter essere accolti al Cara di via Udine, il rischio di assistere a bivacchi come quelli di cinque anni fa in galleria Bombi appare oggi remoto. Dati della Prefettura di Gorizia alla mano, ieri erano 842 le persone ospitate nelle strutture di accoglienza dell'Isontino. Il Cara di Gradisca è la più grande, certo, ma non è l'unica. A Gorizia la cooperativa Mosaico gestisce il Nazareno ed è praticamente a pieno regime dopo che la stessa Prefettura ha attivato "il quinto extra", vale a dire si è avvalsa della possibilità di aumentare il numero degli ospiti fino al 20% rispetto alla convenzione di base. In pratica da un tetto di 150 posti, si arriva a un massimo di 180 ospiti. Analogo ragionamento per i Cas-Centri di accoglienza straordinaria gestiti dalla cooperativa sociale Murice, braccio operativo della Caritas diocesana, e dalla cooperativa sociale 2001 a Romans e a Turriaco dove, rispettivamente, si è passati dalle 16 presenze previste alle 20 e dalle 12 alle 14. Messa in questi termini la situazione sembra di tutto esaurito e sembra smentire il questore, anche perché a tali numeri vanno aggiunti quelli della contabilità legata all'emergenza ucraina. In questo conteggio parallelo, al dormitorio San Giuseppe di Piazzutta, adibito ad hub per i profughi del conflitto russo-ucraino, sono ospitate 17 persone. A loro se ne deve poi aggiungere un'altra cinquantina distribuita nei 13 appartamenti presenti sul territorio tra Gorizia, Capriva, Gabria, Monfalcone, Moraro e Ronchi dei Legionari. A spiegare la fluidità della situazione e confermare le parole del questore Gropuzzo è il prefetto Raffaele Ricciardi: «Il ministero dell'Interno ha bene presente la situazione e da luglio ha già disposto il trasferimenti da Gorizia per circa 400 persone». Nessun rischio bivacchi a Gorizia, dunque, e sempre a conferma delle parole del questore Gropuzzo, Francesco Isoldi, presidente della cooperativa Mosaico, nota: «Registriamo pochi allontanamenti volontari. Mentre prima chi aveva agganci sul territorio, appena poteva, se ne andava, ora resta». Quanto al luogo di origine dei migranti, al Nazareno gli afghani sono ormai scomparsi. Rimangono pakistani, bengalesi, indiani, qualche marocchino e un camerunense. Tra quanti hanno chiesto protezione internazionale a Gorizia c'è stato anche un cubano.--© RIPRODUZIONE RISERVATA