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Francesco Fain«In un giorno, mi riferisco a sabato, abbiamo bell'e recuperato le assenze di venerdì a causa della pioggia. Ho visto file di persone che attendevano di mangiare anche all'una. E, in certi borghi, erano già andati esauriti alcuni prodotti, salvo poi effettuare nuovi approvvigionamenti per la domenica».Arianna Bellan, assessore comunale ai Grandi eventi, è molto soddisfatta. Quando il maltempo ha mollato la presa, si è tornati a vedere la manifestazione che tutti ben conoscevamo: visitatori a fiumi, stand sovraffollati, tanti parcheggi "creativi", talvolta anche sui passi carrabili con conseguente rimozione con il carroattrezzi. «Siamo sull'ordine delle presenze che si registrarono nel 2018 e nel 2019, prima del Covid-19», osserva il comandante della Polizia locale, Marco Muzzatti. Tradotto in numeri: 500 mila visitatori, escluso il dato della serata di domenica.I costidella kermesseMa quant'è costata, quest'anno, "Gusti di frontiera"? Illuminante la lettura della delibera della Giunta, affissa all'albo pretorio, che definisce il quadro economico della manifestazione.Entrate e uscite pareggiano a quasi mezzo milione, 458.280 euro per la precisione. La fetta maggiore degli introiti (180 mila euro) arriva dalle quote di partecipazione degli standisti. Novantamila sono stati stanziati da Promoturismo Fvg; 40 mila dalla Regione nell'ambito del progetto Crocevie d'Europa; 70 mila derivano dal fondo spese Covid; 39.280 dalle casse comunali per raccolta rifiuti, promozione, affissioni; 35 mila sono frutto dei Fondi regionali per la vigilanza e 4 mila sono stati messi a disposizione dalla Cassa rurale Fvg come sponsorizzazione.Le uscite? Ben 161.840 euro sono serviti a coprire le spese per la sicurezza (safety, security, piano sanitario, etc.); 110.820 sono stati destinati al servizio di supporto alla logistica (bagni, pulizie dei bagni, servizio bus-navetta, pulizie aree parcheggio). Proseguendo: 48.460 per la fornitura di stand per il "Villaggio dell'amicizia", portali, porte infopoint; 25.100 per i servizi di comunicazione della manifestazione e gestione degli infopoint; 12.950 per l'animazione musicale; 12 mila per la promozione della kermesse e ufficio stampa; 39.110 per la pulizia delle strade e asporto-rifiuti. Infine: 8 mila per i vigili urbani "prestati" da altri Comuni; 35 mila per la vigilanza, più 5 mila di spese varie.Va detto che la previsione di spesa costituisce una "base", vista la complessità organizzativa di "Gusti" e la presenza di eventali spese extra non facilmente preventivabili.Le colonnedi autoLunghe colonne di auto sul ponte VIII Agosto già in tarda mattinata, vetture parcheggiate anche in strade lontane dal centro, code per mangiare agli stand sia al sabato sia ieri. Gusti di frontiera, dopo la tanta (troppa) pioggia, ha ritrovato pienamente non solo il suo spirito ma anche la folla. Tantissimi i visitatori che, per tutte e due le giornate, hanno affollato i borghi geografici allestiti nel cuore di Gorizia, così come non si vedeva dall'edizione del 2019. I 327 stand enogastronomici hanno lavorato ininterrottamente per preparare specialità e piatti tipici, mentre la gente entrava massicciamente dagli otto varchi all'area della festa. Non solo via Roma e via Rastello o gli incroci tra le vie Roma e Crispi e tra corso Verdi e via Garibaldi sono stati popolati da una moltitudine di persone, giovani e non solo, ma nella serata era difficile camminare anche in altri punti dell'area della kermesse, come corso Italia e via Diaz. Fortunatamente, il meteo ha dato una grossa mano, incoraggiando (finalmente) gli arrivi anche da fuori città. Le griglie sono rimaste operative per entrambe le giornate, così come le spine della birra, e anche il borgo Mare nella zona del mercato all'ingrosso è stato caratterizzato da lunghissime file di avventori in paziente attesa. --© RIPRODUZIONE RISERVATA