L'Isonzo è in piena dopo la siccità Una persona salvata e allagamenti

Luigi Murciano Stefano BizziL'Isonzo si è ripreso i suoi spazi. Lo ha fatto dopo mesi di siccità che avevano fatto temere per la sua stessa esistenza e per quella di tutto il suo ecosistema: la moria di pesci di marzo e la strage evitata a luglio, ne sono l'esempio. Ieri il fiume è stato in piena nel tratto tra Gorizia e Sagrado. Livelli alti anche a Salcano, dopo mesi di sofferenza idrica che avevano visto prosciugato l'Isonzo in molti punti. Già nei giorni scorsi, per le forti piogge a monte, in Slovenia, si prospettava questa ripresa di vita. L'ondata di maltempo e una particolare congiuntura climatica hanno restituito improvviso vigore al fiume, che nel pomeriggio di ieri - quando si era ancora nel pieno dell'allerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale- ha toccato all'idrometro nevralgico di Gradisca i 7,27 metri. Vale a dire 53 centimetri in meno del livello di guardia (e ad un metro da quello di primo presidio) ma comunque sufficientemente pericoloso. Ne sa qualcosa un uomo senza fissa dimora che ieri mattina poco dopo le 9 è stato tratto in salvo dai vigili del fuoco dopo essere rimasto bloccato sulla base di uno dei piloni del ponte di Sagrado, dove, verosimilmente, aveva trascorso la notte. L'uomo, 35 anni, è stato notato in difficoltà da un passante che, fortunatamente, ha allertato i soccorsi. Dal comando provinciale dei vigili del fuoco di Gorizia è partita una squadra con gommone, ma una volta sul posto è stato chiaro che per raggiungere la persona in difficoltà non sarebbe stato necessario calare in acqua il battello pneumatico. Dopo aver valutato la situazione i vigili del fuoco hanno deciso di recuperare l'uomo issandolo sul ponte con tecniche di derivazione speleo-alpinistica. Dopo aver preparato la manovra di recupero un vigile del fuoco è stato calato dal ponte fino a raggiungere l'uomo in pericolo che è stato imbragato e poi, assieme al soccorritore, issato fino a raggiungere il piano stradale. Le condizioni dell'uomo, al netto del grande spavento, sono apparse buone. Per lui non è stato neppure necessario ricorrere alle cure dei sanitari. Dopo circa un'ora l'emergenza è rientrata, con qualche disagio e rallentamento lungo la Strada regionale 305. Sul luogo sono poi intervenuti per l'identificazione i carabinieri della Compagnia di Gradisca. Hanno appurato che il 35enne, di nazionalità pakistana, non era né un richiedente asilo né un clandestino. I suoi documenti erano in regola ed era proveniente da altra regione, verosimilmente di passaggio. Anche se ha quasi certamente trascorso la notte sotto il ponte, rischiando per la propria incolumità, non si è trattato di uno dei tanti migranti in attesa di ingresso al Cara (strapieno) che in questi giorni dormono all'addiaccio in diverse zone fra Sagrado e Gradisca. Sempre nel comune di Sagrado, la squadra comunale di Protezione civile è intervenuta dalle 10 alle 13, a Poggio Terza Armata, per aiutare due famiglie le cui abitazioni erano state allagate. Con l'impiego di pompe, i volontari hanno aspirato l'acqua in otto stanze delle due abitazioni, garantendo il ripristino dei luoghi. Tornando alla situazione meteo, correnti occidentali progressivamente più fredde in quota hanno interagito con l'aria più calda e molto umida presente nei bassi strati sulla regione favorendo l'instabilità atmosferica. Oggi invece dovrebbe affluire un'aria più fredda e stabile da Nordest. --© RIPRODUZIONE RISERVATA