Niente più ingressi al Cara La stazione un dormitorio

Luigi Murciano / SAGRADOTerminerà nei prossimi giorni - o forse già nelle prossime ore, negli auspici del sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig e del suo collega di Sagrado Marco Vittori - il temporaneo stop agli ingressi al Cara di Gradisca disposto negli ultimi giorni dalla Prefettura di Gorizia. Una misura che si è necessaria in quanto il previsto piano di alleggerimento delle presenze in struttura, pur mai fermatosi in queste settimane, va troppo a rilento. Il numero di richiedenti asilo in arrivo dalla rotta balcanica nella città del Cara supera di gran lunga i previsti trasferimenti in altre strutture dentro e fuori regione. Di qui il temporaneo stop agli ingressi ordinato dalla Prefettura. Nelle ultime ore altre 30 persone hanno lasciato il Cara e dunque ci sarà posto per gli altri.«Ma gli effetti collaterali della decisione sono stati subito tangibili e problematici - denuncia Tomasinsig - perché gli arrivi non si sono mai fermati. Non ci sto a far diventare la mia cittadina un dormitorio a cielo aperto con un Cara che ospita già oltre 600 persone dopo avere sfiorato le 800 presenze. Siamo tornati alla situazione di cinque anni fa. C'è una falla nel sistema d'accoglienza». Chi sperava di entrare al Cara "blindato", infatti, è stato costretto a una sistemazione di fortuna per la notte. Ieri mattina alle 7 la situazione della stazione ferroviaria di Sagrado vedeva il sottopassaggio adibito a dormitorio, con tanto di giacigli, per una mezza dozzina di persone, mentre un'altra decina di migranti stazionava in sala d'aspetto e nel piazzale. Scene da metropoli che hanno spiazzato i pendolari che si accingevano a prendere i mezzi in direzione di Udine e Trieste.Non è certo andata diversamente a Gradisca, ove sono comparsi bivacchi di fortuna nei parchi. E pure davanti alla caserma dei carabinieri in via Zorutti c'è chi ha trascorso la notte alla bell'è meglio. Testimone diretto il sindaco di Sagrado, Marco Vittori, che nella Fortezza - dove lavora come responsabile servizi manutentivi - ha collocato personalmente le transenne per regolamentare il flusso di migranti di fronte alla stazione dei carabinieri. E dalla sua Sagrado si è attivato con la Prefettura per esprimere il proprio disagio per quanto accaduto in stazione. «La situazione è questa: il Cara non accoglie più persone ma i numeri non accennano a diminuire. La stazione ferroviaria di Sagrado è monitorata dai carabinieri, dalla Polfer e dalla nostra Polizia locale. Ma così non si può andare avanti. I sindaci non hanno certo gli strumenti per risolvere la problematica».Al Cara, intanto, gli operatori continuano la loro opera in prima linea nonostante i ritardi nell'erogazione degli stipendi per parte dell'organico. «Assieme alla direttrice Antonina Cardella abbiamo gestito l'emergenza con senso di responsabilità e continuiamo a farlo - affermano -. Abbiamo alzato le ore lavorative e questo ci rende ancora più motivati a dare il nostro contributo». Per la dignità degli operatori, non sono piaciute alcune ricostruzioni secondo cui i migranti offrirebbero acqua o caffè dalle macchinette ai lavoratori in difficoltà. «Illazioni. A noi interessa sia rispettato il diritto di ricevere lo stipendio. Una cooperativa è presente e puntuale nei pagamenti, l'altra no. La nostra professionalità negli anni si è affinata a gestire queste emergenze. Non ci sentiamo in pericolo e siamo pronti ad accogliere le persone come abbiamo sempre fatto. I numeri non ci spaventano». --© RIPRODUZIONE RISERVATA