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La sfidaStefano BizziIl territorio del Goriziano è noto per i vini, ma a Farra d'Isonzo c'è chi ha preferito puntare sulla produzione artigianale di birra, anzi: di birra biologica. È la famiglia Sanzin. Il progetto risale alla fine del 2019 quanto Luka e il fratello David, insieme al padre Samo e alla madre Caterina, hanno acquisito una cantina vinicola per trasformarla in birrificio. Era la vigilia della pandemia, ma l'emergenza sanitaria non ha fatto naufragare il progetto che è proseguito nonostante le difficoltà. Ad alimentare gli impianti ci pensano 20 ettari di terreno, a Lucinico, coltivati a orzo con tecnica biologica. La capacità produttiva è potenzialmente di 500 mila litri di cottura all'anno, ma per ora è ancora limitata. I primi passi, senza clamore, sono stati mossi nel luglio dello scorso anno con l'apertura del pub all'interno dello stabilimento, ma la strategia di sviluppo non si limita alla mescita diretta perché in autunno partirà anche la linea di produzione con bottiglie e lattine. E a quel punto il birrificio 4Pr potrà esprimersi al massimo.Il nome, 4Pr, sta per 4 Principia Rerum e si riferisce ai quattro elementi costitutivi della birra: acqua, malto, luppolo e lievito. I Sanzin però tra 15 giorni avranno pronta una birra unica con un quinto elemento come base: l'aronia melanocarpa. La famiglia ha cominciato a coltivare la bacca in regime di agricoltura biologica e biodinamica già nel 2014, nel 2017 ha ottenuto la certificazione Demeter e ora è prossima a presentare quello che vuole essere il prodotto bandiera dell'azienda. «L'aronia melanocarpa - spiega Luka - è il più potente antiossidante che si possa al momento reperire in natura e noi siamo stati i primi, e siamo ancora gli unici con una produzione rilevante, a coltivarla in Italia». Questa birra dalla ricetta unica si chiamerà Beeronia, avrà un colore rosso rubino, una schiuma fine dalla delicata persistenza e un corpo leggero e si annuncia gradevolmente acida. --© RIPRODUZIONE RISERVATA