Giorgia Meloni

La vittoria, lo dicono i sondaggi, potrebbe essere vicina, e allora Giorgia Meloni diventa prudente: niente polemiche con gli alleati, messaggi rassicuranti all'estero e una condizione chiara: «La politica estera non cambierà»Presidente Meloni, siete pronti?«Io sono pronta, Fdi lo è. Non immaginavamo una campagna elettorale in agosto. Ma da tempo lavoriamo alla costruzione di un programma. A differenza della sinistra non ci dobbiamo inventare un'identità. Le nostre proposte si conoscono, si tratta di ribadirle».Lei chiedeva da tempo di andare a votare. È soddisfatta?«Io non ho capito tutte le sue mosse. Era evidente che fosse stufo delle liti nella maggioranza. Prima si è dimesso, poi ha deciso di tornare indietro. Fin qui c'è una sua logica. Da quel punto in poi non mi è chiara la strategia: ha preso in considerazione l'ipotesi di andare avanti senza i Cinque stelle, ma allora perché nel discorso se la prende con un'altra parte della sua maggioranza? Non puoi pensare che arrivi in Aula, picchi su tutti e gli altri ti dicano "bravo"».Lei, dall'opposizione, ha sempre avuto un buon rapporto con Draghi. Vi siete parlati?«Non ancora. Ma ci sentiremo presto, il rapporto è sempre stato leale».Come pensa sia uscito da questa vicenda?«Non ho capito tutte le sue mosse. Era evidente che fosse stufo delle liti Prima si è dimesso, poi ha deciso di tornare indietro. Fin qui c'è una logica. Da quel punto in poi non mi è chiara la strategia: lui ha preso in considerazione l'ipotesi di andare avanti senza il M5S, ma allora perché nel discorso se l'è presa con un'altra parte della sua maggioranza? Non puoi pensare che arrivi in Aula, meni tutti e gli altri ti dicano "bravo"».Come se lo spiega?«Una parte di me è convinta che Draghi volesse andarsene».Perché andarsene?«Forse perché, sapendo che l'autunno sarà duro, non voleva vedere l'arrivo della tempesta da Palazzo Chigi». Quell'autunno caldo, in caso di vostra vittoria, toccherà gestirlo a voi. Ieri Berlusconi ha aperto la campagna elettorale dicendo di alzare le pensioni minime a mille euro. Salvini parla di condono fiscale. Sono promesse opportune? «Il centrodestra può vincere le elezioni, ma governerà in una fase complessa. Ogni partito ha un programma di partenza, ma essendo la condizione difficile, e avendo buone chance di vittoria, nel programma comune dovremmo concentrarci sulle cose che si possono fare. Meglio mettere una cosa in meno, che una in più che non si può realizzare».Lei ieri ha visto Berlusconi, avete parlato di nomi? È vero che volete coinvolgere il presidente della Confindustria Carlo Bonomi?«È presto per parlarne. Ho dei nomi in testa. Ma sono cose che si discutono con gli alleati, non mi piace fare totonomi, perché è un lavoro molto serio».Al di là dei nomi, che profili state seguendo? «Non sono disponibile a fare una brutta figura. Se andassimo al governo dovremmo prendere tutto il meglio che c'è. Senza pregiudizi».Andare al voto comporta dei rischi?«No. Abbiamo una verifica a metà settembre per la rata del Pnrr, se non otteniamo dei soldi è perché il governo non ha lavorato bene».Per prendere i soldi ci sono delle riforme da fare.«E noi garantiremo la nostra disponibilità affinché si arrivi alle scadenze in tempo utile. Il fatto che non avremo i soldi per colpa delle elezioni è una bugia».Un articolo del New York Times la dipinge come un pericolo per l'Italia. «Non ha nessun senso. È la classica cosa imbeccata». Da chi?«Si stanno muovendo una serie di think tank della sinistra italiana che vanno in giro per dire che se vince la Meloni l'Italia viene risucchiata da un buco nero. Una strategia irresponsabile. . Come si è dimostrato con la posizione di FdI sull'Ucraina non c'è nulla da temere. Questo gioco di terrorizzare i mercati ha uno scopo».Quale?«Che il centrodestra perda e la sinistra possa governare sulle macerie».Lei dice sempre di non dover esibire patenti, ma non trova normale che all'estero si cerchino rassicurazioni su un partito che si propone di governare?«Chi ha la pazienza di approfondire chi siamo non ha bisogno di essere rassicurato. Certo, quando ti candidi a governare la nazione devi far sapere cosa vuoi fare. Anche per fare controinformazione contro un racconto interessato. Non ho problemi a confrontarmi nel merito con nessuno».Crede di essere riuscita a rassicurare gli ambienti di cui parla?«Ultimamente mi è capitato di incontrare manager e industriali, sono consessi dove si presume che la gente sia terrorizzata da me. Io ho parlato loro di cose concrete, per esempio delle catene di approvvigionamento dell'Italia, ovvero le grandi questioni dei nostri tempi. Alla fine mi guardavano come per dire, "non sei quella che ci aspettavamo"».Perché avete votato contro il Pnrr?«Non abbiamo votato contro, ci siamo astenuti perché siamo persone serie. Un documento che impegna 250 miliardi non lo voti a scatola chiusa. E il governo lo ha presentato in aula un'ora prima dell'inizio della discussione. Oggi che l'ho letto, aggiungo che l'Italia non sta usando quelle risorse per i campi dove siamo più competitivi degli altri».Come si fa a garantire che quella coalizione litigiosa che abbiamo visto fino a pochi giorni fa ora possa governare cinque anni il Paese?«Come abbiamo garantito che governasse bene nelle amministrazioni locali. Il cortocircuito era generato dal fatto di essere in parte all'opposizione e in parte in maggioranza».Su cosa vi dovete chiarire?«Con i problemi che incontreremo, non potremmo preoccuparci l'uno dell'altro. O si vince o si perde insieme. Non avrebbe senso fare una campagna elettorale pensando più a fare la polemicuccia tra di noi».Se Fratelli d'Italia sarà il primo partito toccherà a lei andare a Palazzo Chigi?«Questa regola ha sempre funzionato: chi vince governa. Non abbiamo nemmeno il tempo di cambiarla».I suoi alleati non sono così chiari su questo punto.«Spero che non sia così. Confido che si mettano da parte i tatticismi. Noi dobbiamo fare quello che la sinistra sa fare: compattarsi per battere l'avversario. L'avversario è il Pd e spero che gli altri mi diano una mano a batterlo».Rifarebbe il discorso al comizio di Vox?«Cambierei il tono, non il contenuto, perché quelle sono cose che ho detto molte volte. Quando dici cose decise vanno dette con un altro tono».Se n'è accorta subito?«Quando mi sono rivista non mi sono piaciuta. Quando io sono molto stanca, mi capita di non riuscire a modulare un tono appassionato che non sia aggressivo».E le accuse alla lobby Lgbt?«La lobby, non è la comunità omosessuale, sono cose diverse».È stato difficile prendere una posizione così netta a sostegno dell'Ucraina?«È stata una delle decisioni più facile della mia vita».Il suo elettorato ha dei dubbi a leggere i sondaggi.«Vale per tutti i partiti. La gente può vedere l'Ucraina come una lontana e dice "perché dobbiamo caricarci altri problemi?". Ma la politica deve essere seria. Quello che oggi ti sembra di poter utilizzare come cassa elettorale, domani lo paghi dieci volte. Agli elettori va spiegato».Come si concilierà questa posizione con quella della Lega, assai critica con la politica estera del governo Draghi? Dovrete governare insieme. «La politica estera di un governo a guida Fratelli d'Italia resterà quella di oggi. Per me è una condizione. E non credo che gli altri vogliano metterla in discussione».La Lega non vuole mandare le armi. Berlusconi ammicca alla Russia..«Noi non decidiamo il destino dell'Ucraina. Se noi non mandiamo le armi, l'Occidente le continuerà a mandare, e ci considereranno un Paese poco serio. Il problema sarà nostro. Bisogna essere lucidi: non possiamo pensare di essere neutrali senza conseguenze».La questione fascismo tornerà nella campagna elettorale?«Facciano pure. Io sono stata sempre chiara. Gli italiani che pensano che Giorgia Meloni porterebbe un regime al governo possono votare il Pd. Quelli che pensano che FdI possa difendere la nazione e i suoi cittadini, votino Fratelli d'Italia». All'estero però il tema esiste, lei pensa di affrontarlo con nettezza? «Perché noi dobbiamo passare sempre dal via? Per la sinistra non basta mai. Quando Fini fece tutti i passaggi che fece, io stavo in Alleanza Nazionale e non me ne sono andata. Io sono una persona che dice quello che pensa. Nella vita ho sempre detto quello che pensavo, e l'ho pagato spesso. Se pensassi che in Italia dovesse tornare un regime lo direi. Invece ho fatto solo battaglie per la democrazia e la libertà». --© RIPRODUZIONE RISERVATA