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Laura ToneroHa salutato la sua compagna e il figlioletto e poi in sella alla sua Kawasaki verde smeraldo è partito verso le 8 per raggiungere Muggia, e il suo posto di lavoro. Ma il destino ha atteso il trentaduenne triestino Alex Marion sulla Grande viabilità, all'altezza dell'uscita della Wärtsilä, sulla carreggiata in direzione Trieste-Muggia: il violento impatto con la parte posteriore di un furgone frigorifero non gli ha lasciato scampo. La dinamica precisa dell'incidente mortale è ancora da definire, ma da una prima ricostruzione sembra che il giovane, forse per un eccesso di velocità o per la perdita di controllo del mezzo a due ruote, abbia tamponato il furgone. Un impatto così violento da deformare il portellone del mezzo, e sbalzare la motocicletta di trenta metri dal punto preciso del sinistro. Sono purtroppo stati vani i tentativi dei sanitari del 118 - intervenuti sul posto assieme alla Polizia stradale - di rianimare il giovane centauro, deceduto pochi istanti dopo l'impatto.Alex Marion da oltre nove anni lavorava per "La Climatizzazione", un'impresa in via Colombara Vignano a Muggia, attiva da venticinque anni sul nostro territorio. Il giovane si era diplomato perito termotecnico all'istituto Volta. Nel suo curriculum si presentava come frigorista, con un'esperienza maturata anche sulle navi da crociera in costruzione nei cantieri navali di Fincantieri. Qualche anno di gavetta e poi, meno di una decina di anni fa, il posto fisso a Muggia. Una certezza che gli aveva consentito anche di costruirsi una famiglia - cinque anni fa era diventato papà - e nell'ultimo anno di ristrutturare casa.Tra le passioni del trentaduenne c'erano il modellismo e, soprattutto, le moto, quelle di grande cilindrata. Ne ha avute diverse, tutte rigorosamente verde smeraldo, come l'ultima, quella che l'ha tradito, una Kawasaki Ninja 1000sx. Ieri mattina verso le 8.15 uno dei suoi colleghi de "La Climatizzazione", andando al lavoro, è passato proprio accanto al luogo della disgrazia. L'incidente era accaduto da poco, i sanitari erano ancora impegnati nel tentativo di rianimazione. Ha visto la moto accartocciata. Ha percorso con il cuore in gola la strada che lo separava dall'azienda, sperando di trovare lì Alex, sorridente e con la battuta pronta come ogni giorno. Ma quando, arrivando, non ha visto il giovane sul posto di lavoro, ha lanciato l'allarme. Un altro collega, a quel punto, ha raggiunto la Grande viabilità. Non era possibile chiedere informazioni alla Polizia stradale impegnata nei rilievi e a gestire il traffico, l'area era ancora interdetta, ma riguardando la motocicletta e scorgendo il corpo del giovane, ha avuto conferma si trattasse proprio di lui, di quel collega che aveva conquistato i cuori di tutta l'azienda. --© RIPRODUZIONE RISERVATA