Anziani maltrattati Due indagati in silenzio uno si dice estraneo

Aiello In due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ritenendo di disporre di più tempo per leggere gli atti e inquadrare meglio le contestazioni, prima di difendersi. Un altro ha preferito parlare subito e fornire la propria versione, assai diversa da quella della Procura. Sono proseguiti ieri, davanti al gip del tribunale di Udine, gli interrogatori di garanzia, nell'ambito dell'inchiesta su presunti maltrattamenti alla casa di riposo Le Meridiane di Aiello, struttura del gruppo Sereni Orizzonti, culminata il 14 luglio nell'applicazione di sette misure cautelari. Mentre Stefano Mudadu, operatore socio sanitario di 42 anni, residente a Cesiomaggiore, agli arresti domiciliari, e Maurizio Scarel, infermiere di 64 anni, di Romans d'Isonzo, colpito invece da divieto di esercitare la professione per tre mesi, difesi rispettivamente dagli avvocati Paola Diana e Francesco De carlo, hanno scelto di fare scena muta, rinviando a un secondo momento i chiarimenti davanti al pm Elena Torresin, Angelo Artuso, operatore socio sanitario di 39 anni, residente a Campolongo Tapogliano e a sua volta ai domiciliari, ha deciso di rispondere alle domande del gip Matteo Carlisi, ieri in sostituzione della collega Mariarosa Persico. «È molto provato, soprattutto per essere stato dipinto come un mostro, come se fosse già colpevole con una sentenza già scritta - ha riferito il difensore, avvocato Francesco Guido, di Cosenza -. In realtà, ha ribadito di ritenersi totalmente estraneo alla vicenda. Qui non si tratta di dare giudizi morali. Tolti quelli, la nostra posizione è che non è stato commesso alcun reato». Intanto, a prendere posizione è l'Ordine delle professioni infermieristiche di Udine. «L'atto di violenza nei confronti di pazienti anziani ci lascia sconcertati», scrive in una nota il presidente Stefano Giglio, esprimendo «riprovazione per gli odiosi reati appurati dai carabinieri». Le accuse formulate sulla base delle intercettazioni ambientali «non fanno parte né della cultura né della professionalità degli infermieri che ogni giorno, con abnegazione e spirito di sacrificio, dedicano le loro energie alla cura e all'assistenza di chi vive la fragilità della malattia o della disabilità. Le responsabilità degli indagati sono ancora più abiette e ripugnanti - continua -, in quanto perpetrate ai danni di persone anziane, fragili e indifese. Gravissimo, se le responsabilità saranno confermate, è il coinvolgimento di infermieri, l'ordine non esiterà a procedere con provvedimenti disciplinari severi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA