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Elisa Michellut / aielloSi sono avvalse della facoltà di non rispondere le prime due indagate comparse, ieri mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari Maria Rosa Persico per gli interrogatori di garanzia. Nei confronti di Daniela Fogar, 56 anni, residente a Campolongo Tapogliano, difesa dall'avvocato Ines Maria Roberta Simonetti, e Gabriella Pellegrini, 62 anni, di Monfalcone, assistita dall'avvocato Denaura Bordandini, entrambe operatrici sanitarie della casa di riposo "Le Meridiane" di Aiello, struttura del gruppo "Sereni Orizzonti", sono stati disposti gli arresti domiciliari. «Ci riserviamo - le parole dell'avvocato Bordandini - di prendere contezza del fascicolo e quindi degli elementi di accusa e sulla base di questo valuteremo i passi successivi». L'avvocato Simonetti spiega che la sua assistita «si è riservata di prestare interrogatorio davanti al pubblico ministero». Sono ventidue gli episodi di maltrattamento contestati a Pellegrini, cioè quasi uno ogni due giorni, se si considera che l'attività tecnica di ascolto e osservazioni attraverso intercettazioni ambientali è durata 45 giorni. Quattordici, invece, gli episodi di maltrattamento ascritti a Fogar.È stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari anche per Stefano Mudadu, 42 anni, residente a Cesiomaggiore, in provincia di Belluno, ma domiciliato ad Aiello, e Angelo Artuso, 39 anni, residente a Campolongo Tapogliano. Divieto di esercitare la professione di infermiere per tre mesi, invece, nei confronti di Maurizio Scarel, residente a Romans d'Isonzo mentre per Giuseppe Ballistreri, 36 anni, di Aiello e per Ciro Giarritiello, 22 anni, residente a Cervignano, è stato applicato il divieto di avvicinamento alle persone offese. Nei confronti di Mudadu, Pellegrini, Artuso e Fogar è stato anche applicato il divieto temporaneo di esercitare la professione di operatore socio sanitario per tre mesi. Tra gli indagati compaiono anche altre sei persone, due infermiere, una residente a Udine e una a Gorizia, due operatori sanitari entrambi residenti a Cervignano e tre operatrici sanitarie residenti nei comuni di Aiello del Friuli, Fiumicello Villa Vicentina e Gradisca d'Isonzo. I tredici indagati, ignari di essere intercettati dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Udine, alla guida del maggiore Fabio Gentilini, hanno continuato a rivolgersi e a comportarsi con almeno sette anziani ospiti della struttura "Le Meridiane" nei modi che, in tesi accusatoria, integrano il reato dei maltrattamenti. L'indagine per l'ipotesi di maltrattamenti ai danni di anziani non autosufficienti, iniziata nel 2021, ha portato il gip del Tribunale di Udine Mariarosa Persico a emettere, su richiesta del pm Elena Torresin, sette misure cautelari. Gli accertamenti dei militari dell'Arma, sono andati avanti per mesi e sono stati effettuati anche con l'ausilio di alcune telecamere che hanno permesso di documentare svariati episodi di minacce, ingiurie e abbandono ai danni degli anziani, tutti non autosufficienti. A mettere in moto le indagini, coordinate dal pubblico ministero Elena Torresin, era stata la denuncia sporta dalla responsabile della struttura, Diana Sokolovskaia, dopo che era stata nominata alla direzione della casa di riposo. Preoccupata dalle «notevoli criticità gestionali» riscontrate in direzione, Sokolovskaia aveva definito la situazione «allarmante». Nel tirare le fila e sfrondare il capo d'imputazione da una serie di condotte non annoverabili nella fattispecie contestata, il gip ha concluso per la sussistenza della gravità indiziaria a carico di sette dei tredici indagati. -- © RIPRODUZIONE RISERVATA