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il dibattitoRoberto Covaz«Confermando la contrarietà agli impianti energetici che utilizzano combustibile fossile, con l'accelerazione del risanamento dell'attuale sito a carbone e la riqualificazione ambientale degli spazi da impiegare per la logistica e la nautica rispetto ai progetti di riconversione degli impianti di produzione energetica sul quale il Comune si è espresso con il documento "Analisi della sostenibilità delle opzioni alternative all'ipotesi di nuova Centrale a gas net sito di Monfalcone". In ogni caso il Comune lavorerà per garantire al territorio tutte le necessarie ricadute e le tutele per le scelte nelle quali potremmo essere coinvolti». È forse questo il passaggio chiave per pensare al futuro della città. Lo si legge a pagina 10 e 11 del dossier "Linee programmatiche di mandato" che il sindaco Anna Maria Cisint illustrerà oggi al Consiglio comunale convocato alle 11 in municipio.Sindaco Cisint, cosa significa la frase indicata nelle linee programmatiche?«Significa che ogni buon amministratore deve avere a disposizione un piano B e un piano C. Se malaugaratemente A2A dovesse ottenere le necessarie autorizzazioni per realizzare la centrale a gas, il Comune di Monfalcone sarà pronto a chiedere garanzie a tutela della collettività».A che punto è il contenzioso con A2A?«Il Comune di Monfalcone ha presentato ricorso al Presidente della Repubblica relativamente alla concessione della Via dal ministero ad A2A. A nostro avviso non sono state osservate correttamente le procedure e di conseguenza la Via non è valida. Attendiamo dunque il pronunciamento del Consiglio di Stato. Come ho già spiegato e come previsto dal piano regolatore per quell'area abbiamo ben altri progetti: nautica e portualità che significa nuova occupazione».Riassumendo: il Comune non molla sulla centrale a gas ma realisticamente si prepara al peggio. È così?«Siamo in uno stato di diritto e ci confrontiamo con poteri fortissimi. Ma il Comune di Monfalcone ha tenuto sempre la barra dritta, cosa che non è accaduta nel 2014 quando A2A ottenne la Via per il carbone che scade il 31 dicembre 2025. Se all'epoca, quand'era assessore Morsolin, la giunta avesse scelto un percorso come quello da noi intrapreso non avremmo la centrale a carbone e non sussiterebbero le condizioni per la trasformazione dell'impianto a gas». Il tema della futura centrale è stato appena accennato in campagna elettorale perché crea qualche imbarazzo a livello locale sia nel centrodestra che nel centrosinistra, perché i rispettivi riferimenti regionali non sono contrari alla riconversione a gas.Il passaggio sulla centrale non è sfuggito a Cristiana Morsolin, leader dell'opposizione di centrosinistra, che nel documento anticipato alla stampa che leggerà oggi in aula scrive: «Passata la campagna elettorale sembra che sul tema centrale si sia assunta una posizione più morbida. Non si parla più di chiusura ma di riqualificazione ambientale rispetto ai progetti di riconversione degli impianti per i quali si usa una formula poco chiara che non esplicita un secco no alla riconversione ma utilizza una dicitura più mite dicendo che faremo quello che possiamo "nelle scelte nelle quali potremmo essere coinvolti"». .© RIPRODUZIONE RISERVATA