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Tiziana CarpinelliE così, dopo 24 mesi di astinenza causa pandemia, torna il Primo maggio. Torna in piazza grande, a Monfalcone: non è più Gradisca, e già da un pezzo, l'ombelico delle rivendicazioni dei lavoratori, il palcoscenico dei sindacati, il manifesto della lotta per la sicurezza, la reprimenda del precariato, dello sfruttamento. Ma la città del cantiere, incidentalmente, è anche teatro di una campagna elettorale, sicché dalle parti del centrosinistra già serpeggia la preoccupazione che il Primo maggio (e le annesse argomentazioni) diventi grancassa - peggio: l'«ennesima vetrina» - dell'uscente amministrazione comunale. A taccuini aperti nessuno lo dichiara né lo dichiarerà: oltretutto costituirebbe un evidente cortocircuito, dato che l'iniziativa è organizzata dai sindacati. E difatti il colpo di scena è un altro: è la stessa sindaca Anna Cisint a sottrarsi ai riflettori. Non interverrà neppure per un saluto. Che ci sarà - e non potrebbe essere altrimenti, dato che il Comune ospita e concede piazza della Repubblica -, ma verrà pronunciato da un portavoce, verosimilmente Lucio Gregoretti. Il ghost writer dei discorsi più delicati e difficili, nell'ultimo lustro: giusto per dare a Cesare quel ch'è di Cesare. «Ho molto rispetto dei temi del lavoro - spiega Cisint - e per questo scelgo di non parlare: non voglio che sterili, stupide polemiche offuschino l'iniziativa». Detto ciò un incontro istituzionale comunque avrà luogo con i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil, in forma riservata e in municipio. Quanto alla manifestazione «mi sembra un'ottima idea riportarla a Monfalcone, polo centrale di dibattito dei temi lavorativi e occupazionali, per il sacrificio dell'amianto e il contributo in termini di Pil». Il programma del Primo maggio è da definire, comunque l'intervento clou sarà affidato alla Cisl (quest'anno è il suo turno) con il vertice Alberto Montico, mentre in chiusura è previsto il concerto, per svecchiare il format, del gruppo Enigma: due ore di musica per chi vorrà partecipare alla manifestazione.Ma di lavoro e con i sindacati, si è parlato anche ieri mattina, in municipio, dove assieme ai vari rappresentanti delle categorie si è sottoscritto il Patto territoriale per il lavoro, lo sviluppo e la coesione sociale. Presenti, tra gli altri e oltre alla sindaca, Massimiliano Ciarrocchi (Confindustria) Thomas Casotto (Cgil), Gianpiero Turus e Luciano Bordin (Cisl), Andrea Di Giacomo (Uil), Ariano Medeot (Confartigianato), Damiano Iurlaro (VivaCentro), Roberto Antonelli (Ascom), Maurizio Meletti (Cna) e Gianluca Madriz (Confcommercio). Il documento, suddiviso in 15 punti, prevede forme di recruiting day abbinate alla riqualificazione professionale per sostenere l'assunzione di manodopera locale e la ricollocazione del personale nei casi di crisi aziendali; ribadisce la contrarietà al dumping contrattuale e salariale e il contrasto a fenomeni di subappalto irregolare; propone iniziative contro i rischi di infiltrazioni di tipo mafioso. Sostiene la riconversione a favore dell'economia green e l'esigenza di perseguire ogni utile iniziativa di corretta gestione della transizione energetica sul territorio. «È il frutto di un percorso iniziato nel 2016 e che ha richiamato a un unico tavolo tutti i soggetti per tirare le fila e ragionare su tematiche di assoluta necessità - commenta la sindaca -. Non è scontato che soggetti così importanti riescano a lavorare assieme ed è un elemento di unicità». Il passo successivo per l'applicazione del documento sarà «il passaggio con la Regione, cui trasmetteremo subito il patto per un reale confronto sui 15 punti dell'intesa e l'individuazione della strategia da adottare». --© RIPRODUZIONE RISERVATA