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Diego D'AmelioIl Comune di Trieste cerca di mettere ordine nel caso delle celebrazioni del centenario di Margherita Hack. Lunedì il sindaco Roberto Dipiazza ha incontrato in gran segreto il direttore della Fondazione Hack, dopo le polemiche sul profilo poco chiaro del sodalizio che si è offerto di riordinare gratis i volumi lasciati dalla scienziata in eredità alla Biblioteca civica e di organizzare una serie di eventi in vista dell'anniversario di giugno. Il primo cittadino ha poi scritto a Osservatorio astronomico e Università di Trieste per propiziare un confronto, dopo le bacchettate ricevute dagli enti scientifici, mai coinvolti nel programma del Comune in ricordo della scienziata. Gli studiosi chiedono che la Fondazione e il suo direttore Marco Santarelli siano allontanati. Dipiazza ha gestito la visita di Santarelli senza il coinvolgimento degli assessori competenti. «È venuto con due collaboratori - dice il sindaco - e mi ha chiesto di sentire gli scienziati. Vedremo di dipanare. La Fondazione dice che le polemiche non hanno senso. Ho chiamato Fiore e Matteucci (direttore dell'Osservatorio e ordinaria della cattedra di Astrofisica, ndr): parlo con gli scienziati, poi decido cosa fare». Al Comune stanno verificando il profilo della Fondazione, ma «non si è ancora capito nulla», ammette Dipiazza, che attribuisce la decisione di firmare la convenzione sul riordino dei libri a «una dirigente ora in pensione». Comunque, «con Santarelli non siamo entrati nel merito della catalogazione», che avrebbe dovuto cominciare più di un anno fa. Santarelli si è detto stupito da tanta visibilità e domanda un chiarimento con Fiore e Matteucci. Il sindaco non ha chiesto e il direttore non ha ritenuto di fornire spiegazioni sul suo variopinto curriculum, di professore di design, semiologo, fisico sociale, docente di intelligence e cybersicurezza, ma anche coautore con Hack di un libro sull'etica edito da Einaudi nel 2012. Santarelli vanta una collaborazione decennale con l'astrofisica, ma eredi e colleghi ribattono che gli incontri sono stati due o tre. La Fondazione Hack di Teramo non risulta intanto nell'elenco di quelle riconosciute dalla Regione Abruzzo. Accresce l'alone di mistero il fatto che non sia stata la Fondazione Hack a prendere appuntamento con il Comune, ma la segreteria della società romana Business Support System, attiva nella consulenza alle imprese. Il Comune non batte ciglio. L'incontro con gli scienziati è fissato a fine aprile. Ci sarà l'accademica dei Lincei Matteucci, che ha ereditato la cattedra di Hack all'ateneo triestino. «Le dichiarazioni dell'erede Hack su Santarelli - dice la studiosa - sono sufficienti per capire come sta davvero la questione. Chiunque visita il sito di Santarelli se ne rende conto: una persona non titolata ad avere una Fondazione dedicata alla Hack, che scrive cose inesatte sul piano scientifico e raccoglie fondi a nome di Margherita. Nella Fondazione non c'è inoltre un solo scienziato». Sul tema interviene il presidente della Società astronomica italiana, massima espressione dell'astrofisica nazionale. Roberto Buonanno è docente a Roma Tor Vergata e ha diretto l'Osservatorio di Teramo, dove ha sede la Fondazione Hack: «Santarelli si è presentato anche a me, facendomi l'impressione di una persona che millantava titoli, anche con una certa ingenuità. Nulla ebbe modo di richiedere e nulla ottenne dall'Osservatorio». --© RIPRODUZIONE RISERVATA