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Tiziana CarpinelliIl tempo di un requiem per il naufragio del progetto politico centrista, colato a picco in cinque giorni di traversata come il Titanic, e s'instilla il dubbio. E se ci fosse un quarto candidato, occulto, a queste amministrative di tarda primavera e si chiamasse astensionismo? Luigi Blasig, il grande saggio, già sindaco socialista, scomodato dai centristi per dare una valvola di sfogo a quegli elettori che non si riconoscono nei due blocchi antitetici, vale a dire né nella coalizione Morsolin né nella formazione Cisint (terzo incomodo Francesco Orlando), lo ha detto chiaro e tondo in tempi non sospetti. Il polo dei moderati avrebbe dovuto catalizzare i cittadini che nella passata tornata se ne sono stati a casa. Tanti: il 48,61% degli aventi diritto. Un sesto in più rispetto alle penultime comunali. Al primo turno del 23 ottobre 2016, infatti, si sono contati 10.932 votanti, con dato in lieve flessione al successivo ballottaggio: il 51,14% di affluenza e 10.879 cittadini al seggio bis. Per capirsi: cinque anni prima, che in politica equivalgono a un'era geologica, i monfalconesi alle urne erano stati il 64,18% degli aventi diritto (14.099). Il 12,79% in più. Difatti, rispetto al lustro precedente che la vide soccombere contro l'esordiente sindaca Silvia Altran, sono stati fondamentalmente sufficienti ad Anna Cisint - l'ultima volta - 1.298 voti in più rispetto allo zoccolo duro di preferenze annotate il giro prima, per prendersi il municipio e la rivincita sul Pd. Da candidata debuttante, al ballottaggio del maggio 2011 Cisint racimolò 5.344 preferenze fermandosi al 43,77%. Da veterana con 5 anni di opposizione alle spalle invece 6.642 (62,49%). Altran, incoronata undici anni fa da 6.866 schede (56,33%), è stata poi sconfitta dal sostanziale abbattimento del bacino di voti: 3.987 (37,51%). Le 2.879 schede andate perse solo in parte si sono riversate sulla sfidante bis. Se dunque sul quarto candidato, l'astensionismo, aleggiano mille interrogativi sul prosieguo del progetto centrista poche, praticamente nulle, speranze. A dirlo è lo stesso Blasig, il primo su queste colonne a chiamare a raccolta i moderati: «Dopo l'uscita di Rebulla, credo non ci sia più nulla», dice. La rima è involontaria, il futuro no. «A me - chiarisce - non risulta alcuna prosecuzione». E se non lo sa lui. «Peccato - continua Blasig - poiché lo spazio ci sarebbe tutto, ma bisognava partire molto prima per costruire un'ipotesi, come questa, che aveva la sua importanza per la città. Senz'altro a Monfalcone, quest'attesa, si è percepita». Un fatto è certo: l'uscente sindaca Cisint ha stappato l'analcolico delle grandi occasioni per brindare all'eliminazione di un avversario. Ed è tornata a concentrarsi sui "nemici" consolidati. Dall'altra parte della barricata politica e non solo. Almeno questo farebbe supporre la piccola disfida sui maxi manifesti elettorali: non è passata infatti inosservata la gigantografia comparsa sul tabellone di via Boito, che fino ad alcune settimane fa ospitava il capogruppo regionale di Forza Italia e lo slogan "Giuseppe Nicoli l'impegno per Monfalcone!". Ora ci sono invece i tre faccioni di Massimiliano Fedriga, Anna Cisint e Antonio Calligaris. E testuale scritta: «Il vero impegno per Monfalcone». Con maiuscola nelle parole, non a caso assonanti al precedente slogan.Ma torniamo ai centristi. Con onestà intellettuale Blasig non si sottrae all'autocritica: «Bisognava fare in modo di conoscersi maggiormente, senza velleità su logiche personalistiche, e appoggiare il progetto coinvolgendo altre e più figure. Ce n'erano peraltro diverse con professionalità da spendere». Così, quanti animati da altro tipo di motivazioni «non avrebbero ottenuto spazio». Relativamente al possibile sostituto, Blasig è pessimista: «A Monfalcone i partiti sono pressoché scomparsi: è difficile emerga qualcuno. Immagino, e mi posso sbagliare, che alle urne ci saranno astensioni». Ma i centristi ormai in fuga non fisseranno indicazioni: «Noi siamo semplici cittadini, non un gruppo organizzato: non daremo indirizzi». Andrà come andrà. «Pensavamo - termina - fosse importante offrire uno spazio in più. Benché le due candidate si sforzino a mostrarsi moderate, chi è critico verso i due schieramenti farà fatica a recarsi al voto». --© RIPRODUZIONE RISERVATA