Dove sei, mondo bello I trentenni in bilico di una "matura" Rooney

Donatella TretjakUno, due, tre. E il terzo già convince di più. Perché stavolta Sally Rooney, la giovane scrittrice irlandese idolo dei Millennial, dimostra di voler giocare con le parole. E va in profondità. Un linguaggio che supera la banalità del soggetto- predicato verbale-complemento oggetto, e che si fa - finalmente - maturo e godibile.Anche il titolo del suo nuovo romanzo, "Dove sei, mondo bello" (Einaudi, pagg. 303, 20 euro), è da grandi: è un verso, infatti, di Schiller, una domanda con tanto di quel rimpianto verso un mondo passato, che c'era e ora non più.Sally Rooney è una scrittrice generazionale, e questo è tanto il suo punto forte quanto il suo punto debole: descrive con precisione anatomica l'animo e le contraddizioni dei trentenni (il suo pubblico ideale) alle prese con la precarietà del lavoro, le incertezze dei tempi attuali, la dissoluzione delle famiglie, le insicurezze dei sentimenti; si concentra sulla difficoltà di relazionarsi e di comunicare, sulla presa di coscienza della distanza tra ideale e realtà, mette in luce un argomento forse non molto più di moda come le differenze di classe.Giovani emotivamente fragili, complessi, timorosi di fallire, di non essere amati, di deludere. E quindi fermi, bloccati, assuefatti. Consapevoli che tutto ciò che all'epoca dei loro genitori era possibile, praticamente scontato - la triade lavoro, casa, figli - per loro non sarà così. O almeno non altrettanto semplice. Una generazione che vive giorno per giorno, senza programmare. Un "mondo bello" lontano. «Mi dico che voglio vivere una vita felice e che le circostanze per viverla non si sono semplicemente presentate. Ma se non fosse vero? Se fossi io che non riesco a concedermi di essere felice? Perché ho paura, o perché preferisco crogiolarmi nell'autocommiserazione, o perché credo di non meritarmi qualcosa di buono».Qui i protagonisti sono quattro: Alice, l'alter ego di Sally Rooney, è una scrittrice di successo con tanto di pagine su Wikipedia che vive di rendita ma che per trovare compagnia deve andare su una app come Tinder. Dove incontra Felix, cinico, arrogante e misogino magazziniere incapace di amare qualcuno se non forse la sua cagnolina. E poi c'è Eileen: lavora per una rivista letteraria, però non ci paga l'affitto. Ed è impegnata in un tira e molla con l'amico di una vita, Simon, che la ama da sempre ma da sempre frequenta altre donne.Rooney apre poi la narrazione ad altri spunti: pandemia, consumismo, cambiamenti climatici, politica, arte, critica alla letteratura contemporanea. Tutto lo scibile umano finisce nelle mail che si scambiano le due amiche. Ecco: se i dialoghi sono leggeri, diretti, sfacciati, le mail sono leziose, pesanti. Si spezza il ritmo: momenti di azione, anche se è un continuo riflettere tra i quattro giovani, e interminabili, soporiferi monologhi.Certo, pure questo romanzo sta avendo successo. D'altra parte, dietro Rooney è stata messa in piedi una vera e propria macchina da guerra a livello di marketing: l'attesa per l'uscita del libro è stata creata a tavolino con gadget a tema e un imponente tam-tam sui social; a Londra la casa editrice ha addirittura aperto un temporary shop per la prima settimana di vendite. Ma... Uno, due e tre: tre romanzi in cui Sally Rooney si limita a descrivere il suo tempo, la sua generazione. Appagante nell'immediato come critica e vendite, però per diventare davvero scrittore occorre superare la temporalità, scrivere di ciò che non si sa. Non basta solo verbalizzare il presente. --