Un monumento in piazza Venezia ricorderà le vittime dell'amianto

Laura Blasich / san canzianLa Giornata mondiale delle vittime dell'amianto, il 28 aprile, vedrà il territorio di San Canzian d'Isonzo ricordare i suoi morti attorno al monumento che sta per essere installato in piazza Venezia. Dopo essersi costituito parte civile in uno degli ultimi maxi processi amianto (istanza rigettata), il Comune di San Canzian, che da anni assegna contributi ai cittadini per lo smaltimento di coperture in Eternit, ha deciso lo scorso ottobre di realizzare un monumento dedicato alle vittime. «Siamo partiti con l'idea di installare una panchina di colore grigio affiancata da un totem, come a Panzano - spiega il consigliere comunale delegato all'amianto, Franco Malaroda -, poi s'è sviluppato un progetto diverso, anche attraverso il confronto con David Cej, l'artista del nostro territorio autore dell'opera». Il monumento parlerà del lutto e del dolore di chi è rimasto, utilizzando un materiale, il ferro, capace di rimandare al lavoro nel cantiere navale, dove è avvenuto il maggior numero di esposizioni all'amianto. Sul basamento, la cui costruzione è iniziata in questi giorni, sarà quindi collocata una lamiera, dello spessore di un centimetro, di colore nero antracite, a significare il lutto, e leggermente curvata, così da rappresentare il dolore. Sull'intera struttura metallica verranno realizzati dei piccoli intagli che, verniciati d'argento, ricorderanno le fibre d'amianto. Al centro un foro a forma di goccia, come le lacrime versate dalle vedove, dai figli delle vittime dell'amianto, da quanti sono rimasti a piangere i loro cari. L'opera sarà completata con l'inserimento, sul lato anteriore del piedestallo, di una targa in rame, che recherà incisa una strofa della poesia "Polvar", scritta dai Marilisa Trevisan per ricordare il padre morto d'amianto. Sarà propria Marilisa Trevisan a leggerla durante la commemorazione, che prenderà il via alle 18 e vedrà l'intervento sul tema affidato a Enrico Bullian, dottore di ricerca in Scienze umanistiche sulla sicurezza sul lavoro nella navalmeccanica, e in particolare nel cantiere di Monfalcone, e autore del libro "Il male che non scompare. Storia e conseguenze dell'uso dell'amianto nell'Italia contemporanea". Porterà la sua testimonianza anche Nevia Sacco, vedova di Lino Buzzi, morto a 58 anni, di cui 36 spesi nello stabilimento di Panzano, quattro giorni prima di andare in pensione. Alla commemorazione il Comune di San Canzian d'Isonzo ha invitato l'assessore regionale all'Ambiente Fabio Scoccimarro, l'ex assessore Sara Vito, il Crua, la Commissione regionale amianto, l'associazione esposti amianto, oltre a tutti i cittadini. --