Draghi al bivio sul blocco delle forniture «Se si farà, non ci tireremo indietro»

le reazioniLe immagini che arrivano da Bucha, l'orrore dei corpi senza vita lasciati come sacchi in mezzo alla strada, scuotono le coscienze. E la politica, alla fine della sesta settimana di guerra, si interroga ancora una volta sul da farsi. Ma la condanna è unanime e senza sconti. La strage, tuona Mario Draghi, lascia «attoniti» e la «crudeltà dei massacri di civili inermi è spaventosa e insopportabile». Ora le autorità russe «devono cessare subito le ostilità, interrompere le violenze contro i civili» e, soprattutto, «dovranno rendere conto di quanto accaduto». Sono crimini di guerra, in poche parole, e come tali devono essere perseguiti. Ma a molti, questo, non basta. Nella stessa maggioranza di governo c'è infatti chi spinge a fare nuovi passi in avanti contro Mosca, con «un pieno embargo di petrolio e gas russo», come chiede il Pd di Enrico Letta: «Quante Bucha dobbiamo ancora vedere prima di muoversi verso un pieno embargo di petrolio e gas russo? Il tempo è finito», twitta il segretario dem. Una linea che, per ora, non trova sponde nell'esecutivo, che di nuove sanzioni non può e non vuole discutere. Iil leader di Azione, Carlo Calenda, sarcastico, si rivolge a Letta: «Belle queste dichiarazioni (sul gas, ndr), Enrico. Ma hai anche un piano per sostituirlo immediatamente? È tempo di fare proposte serie». Letta incassa l'approvazione di Pierferdinando Casini («You're right»), mentre Stefano Fassina di Leu lo sostiene in modo più articolato osservando però che «se invece di affidarsi all'invio di armi e sanzioni economiche marginali, si fosse deciso subito il blocco dell'import, ora forse Putin sarebbe ad un tavolo per trattare». Per Matteo Renzi «sparare sui civili è un crimine di guerra». «Ha ragione Ursula Von der Layen, è urgente un'indagine indipendente», gli fa eco la viceministra Teresa Bellanova. Anche il presidente della Camera, Roberto Fico, sposa la linea della Von Der Leyen osservando che «è necessario che le organizzazioni internazionali abbiano accesso a queste aree per documentare gli orrori in modo indipendente e accertare le atrocità». Da destra, alla condanna per le atrocità di Putin si affianca la richiesta di mettere in campo ogni sforzo per silenziare le armi, sottolinea Giorgia Meloni che rivede a Bucha «una barbarie che riemerge dalle epoche più buie della storia europea». --