Centrale A2A riavviata per dieci giorni ma con un solo gruppo

La nuova rimessa in esercizio su richiesta di Terna per la produzione di energia è durata una decina di giorni. Il riavvio dell'impianto termoelettrico cittadino ha però riguardato uno solo dei due gruppi a carbone. Un funzionamento quindi a metà regime. Il tutto dallo scorso 20 marzo fino a mercoledì, quando la centrale è stata spenta. La dotazione di combustibile attualmente permette una copertura, ai fini di eventuali e ulteriori richieste da parte dell'Ente gestore della rete elettrica nazionale, ancora per una decina di giorni. Riserve "minimali ma necessarie", rimane ad oggi il principio "prudenziale" assunto da A2A Energie Future, con ciò a continuare a presupporre riavvii dell'impianto a carattere temporale. Quindi, la centrale opera con carbone sufficiente a far fronte a possibili nuove istanze. L'andamento è regolato dall'esigenza di soddisfare i "picchi di carico" richiesti dal mercato. E se non sono mancate le prese di posizione, in piena campagna elettorale, circa il riavvio della centrale, rimasta a lungo ferma, fino alla forte preoccupazione espressa dallo stesso Comitato del Rione Enel, temendo "rimbalzi" al passato, sulla scorta degli attuali scenari geopolitici e del conflitto russo-ucraino, l'azienda mantiene la linea improntata alla dinamica del mercato, inserita evidentemente in un contesto complesso, fluido e incerto. Da quanto appare, del resto, la situazione, considerando molteplici fattori e l'incertezza generale, è in "stand by". E per A2A significa una centrale ancora attiva, fino al 2025 secondo la scadenza Aia, ed il progetto di modifica ai fini della realizzazione dell'impianto a gas che, ottenuto il "via libera" ministeriale alla Valutazione di impatto ambientale, attende il passaggio procedurale a livello regionale. Con l'amministrazione comunale in scadenza di mandato da parte sua a prospettare e a perorare da sempre tutt'altri obiettivi, nel mettere in atto una serie di azioni. L'ultima è stato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, mediante l'impugnazione del decreto di compatibilità ambientale al progetto di A2A relativo al turbogas. È ragionevole pensare che i tempi saranno piuttosto lunghi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA