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ROMALo show in procura dell'ambasciatore Sergey Razov ha avuto un effetto: politica e istituzioni fanno quadrato a difesa della libertà di stampa. Mario Draghi lo ha spiegato al termine del Consiglio europeo: «Da noi c'è la libertà di stampa e si sta molto meglio». La mossa del diplomatico di Putin contro il giornale ha provocato una lunga serie di messaggi di solidarietà a La Stampa.Ci sono i leader di partito, come Letta, Conte e Calenda, molti ministri, i rappresentanti delle istituzioni, a partire da Fico e i sindaci, come Gualtieri e Nardella. Il premier ha espresso «la solidarietà, veramente sentita, a tutti i giornalisti de La Stampa e al suo direttore Massimo Giannini. La libertà di stampa è da noi sancita dalla Costituzione». Poi, l'affondo: «Non è una sorpresa che l'ambasciatore si sia inquietato contro un giornale italiano che esprimeva una critica - ha proseguito il capo del governo - lui rappresenta un Paese dove non c'è la libertà di stampa. Da noi c'è e si sta molto meglio». Prima di lui era stato il ministro degli Esteri a commentare: «La Stampa fa il suo mestiere: raccontare quello che succede, comprese le atrocità della guerra in Ucraina - scrive in un tweet Luigi Di Maio -. In Italia la libertà di stampa è intoccabile. Avanti senza censure». Il capo della Farnesina non è l'unico ministro a prendere posizione: «Un'intimidazione che rispediamo con decisione al mittente», dice Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le autonomie. Una condanna arriva anche da Mara Carfagna: «Un atto intimidatorio senza precedenti - dichiara la ministra per il Sud -. Si rassegnino: la logica del "punirne uno per educarne cento" non ha prevalso in passato, non prevarrà oggi». «La libertà di stampa è la nostra libertà», aggiunge Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità. «La libertà di stampa e di opinione è un valore assoluto che non può essere messo in discussione», spiega il presidente della Camera, Roberto Fico. Uno dei suoi predecessori, Pier Ferdinando Casini aggiunge: «L'improvvida iniziativa dell'ambasciatore non è altro che un'altra medaglia che Giannini si può appuntare e che ne attesta la credibilità professionale». Piero Fassino, presidente della Commissione esteri della Camera coglie un altro punto: «È inaccettabile che chi avalla e tace sulla stampa russa obbligata al silenzio si appelli alla legge di un Paese democratico per silenziare l'informazione anche in Italia». Dure reazioni anche dai partiti. Il leader del M5S Giuseppe Conte ha telefonato al direttore Giannini per esprimere «la massima solidarietà» alla testata. Mentre la viceministra dell'Economia, Laura Castelli ha visitato la redazione del giornale portando il proprio sostegno. Enrico Letta, segretario del Pd, scrive un tweet: «Con Massimo Giannini e La Stampa. Solidarietà, sostegno e avanti!», seguito dal suo vice, Peppe Provenzano. «L'intimidazione non smuoverà di un millimetro i giornalisti de La Stampa nel lavoro di informazione sull'invasione russa», dice Filippo Sensi del Pd. Pier Luigi Bersani, Articolo uno, aggiunge: «Sosteniamo senza ambiguità e incertezze la libertà di espressione in casa altrui e in casa nostra». Tra i leader di partito interviene anche Carlo Calenda di Azione, «la denuncia ricorda a tutti la concezione di Putin della libertà di stampa», seguito dal deputato Osvaldo Napoli.Da Italia Viva arrivano le parole di Teresa Bellanova: «Noi siamo una democrazia, se ne faccia una ragione Putin», e Gennaro Migliore. «L'ambasciatore Razov avrà rivelato alla Procura qualcosa sui trentuno giornalisti assassinati in Russia da quando Putin è al potere?», si chiede Riccardo Magi, presidente di +Europa. Matteo Salvini evita di commentare in prima persona, ma dalla Lega filtra un messaggio: «La libertà di stampa è sacra. La libertà di pensiero anche». Neppure Giorgia Meloni interviene direttamente, per Fratelli d'Italia parla il senatore Giovanbattista Fazzolari: «Nella Russia in mano a Putin i giornalisti scomodi vengono imprigionati o uccisi e i media non graditi chiusi d'imperio. Una normale abitudine per il regime russo che, evidentemente, vorrebbe esportare anche in Italia». Sempre nel centrodestra, Licia Ronzulli di Forza Italia aggiunge: «Questo tentativo di intimidazione che non fermerà il grande lavoro che La Stampa sta facendo per raccontare il conflitto».Un messaggio condiviso dai vertici di Coraggio Italia, con Giovanni Toti e Marco Marin, dell'Udc, Antonio De Poli e Noi con l'Italia, Maurizio Lupi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA