Senza Titolo

Tiziana CarpinelliNell'infiammata arena della politica monfalconese, polveriera di punti di vista ormai antitetici su qualsivoglia argomento dopo lo spartiacque 2016, tutto quello che resta, a volte, sono gli interrogativi. Per esempio: Riccardo Cattarini, penalista stimato, dem con solide amicizie a Roma, insegnante di diritto per giovani avvocati e medici, dopo la pausa riflessiva post primarie sarà il capolista del Partito democratico alle prossime amministrative? Naturale pensare, perché così va il mondo e così è stato dopo ogni consultazione interna vista nell'Isontino, che chi si è trovato distaccato di sole dodici schede (243 raccolte in tutto) dal podio delle primarie, nell'eventuale scenario di una vittoria sia domani il braccio destro della candidata sindaca, Cristiana Morsolin. Tradotto: il papabile vice. Ma perché tutto ciò si avveri, il presupposto, tanto lapalissiano quanto basilare, dev'essere la volontà di proporsi consigliere alle urne. E questa volontà c'è? Ieri mattina, alla conferenza stampa indetta dalla coalizione sul punto della legalità, certezza su un tal animo non è pervenuta, nonostante la domanda sia stata subito e ripetutamente posta a Cattarini: «La mia decisione - ha replicato - sarà comunicata innanzitutto alla candidata sindaca». Che pur avendoglielo chiesto non ha ricevuto (finora) la risposta che sarebbe potuta sembrare logica, scontata, oltretutto ovvia. Morsolin, con aplomb, ha fatto buon viso, ribattendo: «Mi auguro che sarà una bella notizia». Per la sfidante di Anna Cisint il fatto che Cattarini sia lì, al bar da Marino, a parlare di legalità sostenendo convintamente che proprio lei «sarà il futuro sindaco di Monfalcone», è già di per sé un'evidenza su come andranno le cose. Ma la domanda non è banale ed evidentemente la risposta neppure. Infatti nell'ipotesi di una sconfitta, che va pur sempre considerata al pari del più roseo quadro di una vittoria, Cattarini per la seconda volta vedrebbe giocoforza ricadere su di sé le responsabilità di un partito a picco, in caduta libera, eppure fino a sei anni fa al governo. E poi le avrebbe, tutte queste responsabilità? Nel non volere le primarie, come si è messo a verbale in tempi non sospetti, tra tutti i democratici si è dimostrato il più lungimirante. Addirittura profetico, in pratica una Cassandra politica. Né si può sorvolare sul fatto che nei mesi estivi (e oltre) Cattarini ha avuto chi gli ha remato contro in partito, nonostante le deliberazioni assembleari ufficialmente all'unanimità o giù di lì, sostenendo sottobanco altro candidato, il civico Davide Strukelj. E nonostante ciò, pur non essendone affatto convinto, si è presentato, in piena quarta ondata pandemica, il 15 gennaio al Palaveneto. Per sottoporsi alla consultazione del centrosinistra, con gli esiti che si sanno. En passant: Cattarini non è un sopravvissuto delle passate amministrazioni (come invece Morsolin) né ha svolto di recente incarichi attivi, al di là di quelli, squisitamente politici, in seno ai direttivi di partito. È poi, peraltro, una delle poche voci insorte nell'estate 2015 contro la transazione amianto che volente o nolente un riverbero sul successivo voto amministrativo l'ha avuto. Libero professionista con carriera che tutti in città conoscono (è stato presidente della camera penale di Gorizia) potrebbe avere, in questo momento, tutto da perderci. Esattamente come la candidata sindaca se lui non sarà della partita: che figura ci fa?Ma non è a Morsolin che si deve guardare. Il Pd deve battere un colpo. E più d'uno. Altrimenti, per davvero, a Cattarini chi glielo fa fare? --© RIPRODUZIONE RISERVATA