«Gorizia si sviluppa se c'è l'industria»

Francesco Fain«Non si può derogare dalla presenza dell'industria a Gorizia. Bene la Capitale europea della cultura, bene il turismo e la ristorazione ma la città cresce se ha un tessuto produttivo».Si sono trovati d'accordo sindacati e amministrazione comunale nell'incontro svoltosi ieri mattina. Presenti, da una parte del tavolo, il sindaco Rodolfo Ziberna e l'assessore al Lavoro Marilena Bernobich, dall'altro i segretari isontini della Cgil Thomas Casotto, della Cisl Luciano Bordin e della Uil Andrea Di Giacomo. Il momento, si è convenuto, è «particolarmente complesso e delicato» e c'è bisogno di scelte coraggiose e innovative per le quali diventa fondamentale arrivare a un'alleanza fra istituzioni, categorie economiche e forze sociali.Tanti gli argomenti trattati: dallo stato di salute dell'economia alle problematiche legate alla pandemia e alla guerra in Ucraina. Elementi, questi ultimi, che rischiano di condizionare la ripresa. «In questo momento - ha rammentato Casotto - ci sono 12 mila disoccupati in provincia di Gorizia. Un numero notevole».Che fare? Grandi aspettative arrivano dalla straordinaria occasione dell'appuntamento con la Capitale europea della cultura 2025 e dai circa 70 milioni di investimenti per la realizzazione di importanti opere pubbliche in città. Uno scenario che, in ogni caso, dovrà integrarsi con un rinnovato sviluppo dell'industria. «Per supportarla - la sottolineatura di Ziberna - si sta lavorando, in particolare, sulla Zona logistica semplificata (Zls) ma anche su una rete infrastrutturale regionale che possa aiutare lo sviluppo delle aziende. Come Comune siamo attivi a 360 gradi ma riteniamo basilare, in questo momento storico, creare sinergie con tutte le realtà del territorio: dalle categorie economiche alle forze sociali, ai diversi livelli istituzionali. Vinceremo le sfide solo se sapremo unire tutte le forze del territorio». Lavorare assieme, dunque, per il bene della città. L'appello è stato accolto con grande favore dai sindacati che hanno portato sul tavolo del sindaco una serie di importanti spunti. «È chiaro che l'insediamento di nuove aziende è determinato dall'attrattività reale del territorio - ha premesso sempre Casotto della Cgil - ed è, quantomai centrale, che anche a Gorizia, come nel resto dell'Isontino, ci sia questa consapevolezza. Se è vero che il terziario è importante, è altrettanto incontestabile che per rendere veramente forte il tessuto economico l'industria è fondamentale. E per alimentarla, oggi più di ieri, è rilevante investire in innovazione e know how ma anche affrontare in modo coraggioso la questione dell'energia». Il tavolo ha convenuto che è giunto il momento di superare i troppi "no" detti in questi anni a progetti energetici «che, se fossero stati attuati, oggi non ci ritroveremmo a dipendere completamente da altri Paesi». Un concetto condiviso da Luciano Bordin (Cisl) che ha ravvisato la necessità urgente di procedere con un sburocratizzazione per semplificare la vita a imprenditori e cittadini. --© RIPRODUZIONE RISERVATA