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Roberta Paolini / triesteL'impennata del titolo Generali a Piazza Affari, di nuovo vicino ai massimi degli ultimi cinque anni, dice che sulla partita per la governance adesso si inizia a fare sul serio. Martedì il Gruppo Caltagirone ha girato le sue carte, indicando Claudio Costamagna come presidente e Luciano Cirinà, triestino, attuale responsabile di Austria ed Est Europa del Leone, come amministratore delegato. E dopo i buoni conti e la certezza della lista del consiglio che ha confermato l'attuale ceo Philippe Donnet e indicato come candidato presidente Andrea Sironi, il mercato crede che lo scontro non avrà esiti scontati.La lista Caltagirone, 13 candidati 6 donne e 7 uomini e 11 indipendenti (tutti eccetto Cirinà e Caltagirone) nello schema non è molto diversa da quella del consiglio uscente del Leone: 6 uomini e 7 donne, 10 indipendenti e 3 no. C'è la spinta internazionale, molti nomi italiani in entrambe, ma anche molti manager di livello internazionale. Ma è nello scorrere i nomi che si individuano i potenziali link con gli azionisti e quelle che potrebbero essere possibili preferenze al momento del voto in assemblea del Leone il 29 di aprile. I due nomi individuati come i rispettivi presidenti ovvero Sironi per la lista del consiglio uscente e Costamagna per quella di Caltagirone sottolineano alcuni aspetti. Sironi, che ha un passato nella Chase Manhattan Bank, ora JpMorgan, ha seduto nei cda di Unicredit e nel consiglio di Intesa Sanpaolo, da cui si è dimesso il 28 febbraio scorso. Professore e ex rettore alla Bocconi è presidente di Borsa Italiana. Una personalità di spicco per gli istituzionali. Sul fronte concorrente c'è Claudio Costamagna, l'ex banchiere di Goldman Sachs e ex presidente di Cdp, è stato consigliere tra gli altri di Luxottica, Bulgari, di Autogrill e di DeA Capital. È considerato uno dei banchieri di riferimento della famiglia Benetton ed è stato, tra le altre cose, arruolato da Macquerie per l'operazione Autostrade. Operazione che, come noto, ha portato all'acquisizione dell'88% di Aspi detenuta da Atlantia e quindi e controllata da Edizione da parte appunto di Cassa in cordata con Blackstone e Macquarie. Un altro nome della lista Caltagirone che richiama l'attenzione degli investitori istituzionali, non solo dei fondi, è Stefano Marsaglia. Torinese, classe 1955, è stato come co-head del Corporate & Investment Banking, uno dei cuori del business di Mediobanca, il cui altro capo è Alberto Nagel, amministratore delegato dell'istituto di Piazzetta Cuccia. Marsaglia a fine del 2013 era arrivato in Mediobanca dopo che a partire dal 2010 era stato chairman del Global financial institutions group di Barclays con sede a Londra dove aveva creato il team Financial institutions group per l'Europa portandolo a crescere e svilupparsi su scala mondiale. Un altro banker di primissimo piano sempre nella lista del Gruppo Caltagirone Alberto Cribiore, è stato membro del Board of Directors e Chairman Globale di Merrill Lynch e Vice Presidente del Citi's Institutional Clients Group. In qualità di membro del Senior Advisory Group ha servito i più grandi e importanti clienti di Citi, interfacciandosi con Consigli di Amministrazione di società globali, Governi e Banche Centrali. È considerato uno degli italiani più influenti del sistema bancario e finanziario statunitense. Con Citi ha guidato il team nella fusione di Esslilux, per la parte di Essilor. E ancora Flavio Cattaneo, è stato Amministratore Delegato di Terna, TIM e NTV e dal 2021 è fondatore e azionista di controllo di Itabus. Riconosciuto come uno dei principali manager italiani, dotato di visione strategica, forte capacità di ristrutturazione, rilancio e sviluppo, ha operato in contesti complessi ed in società a livello internazionale. Insomma una lista di peso, con manager che non devono la loro carriera a Caltagirone ma sui quali ora l'ingegnere punta per convincere a votare per loro e non per la lista del board gli investitori istituzionali, il cui peso è però sceso nell'azionariato dal 40,7% del 2020 al 35,1% (dati da libro soci per la cedola di ottobre) mentre i risparmiatori retail sono scesi di poco (dal 23,9% al 22,4%) mentre si sono rafforzati i soci maggiori, anche per gli acquisti di Caltagirone, di Leonardo Del Vecchio (ora al 6,6%) e Fondazione Crt (all'1,7%). --© RIPRODUZIONE RISERVATA