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il casoPaolo Baroni / ROMANon è uno sciopero, semplicemente oggi 70 mila mezzi pesanti fra bilici e autotreni resteranno fermi. Come forma di autotutela per l'impossibilità si far fronte da soli agli aumenti record nel costo del carburante. Trasportounito risponde così alla Commissione di garanzia sugli scioperi che sabato aveva definito illegittima la protesta annunciata per oggi. Sciopero o semplice fermo che sia quello di oggi sarà comunque solo un assaggio in vista dello sciopero del 19 proclamato da tutte le sigle dell'autotrasporto. Per questo quella che inizia rischia di essere una settimana problematica per i rifornimenti alle città, soprattutto per quanto riguarda i generi alimentari ed i beni deperibili. «Abbiamo una forza produttiva che ci fa dire che problemi ai supermercati non ci saranno, dobbiamo dare un messaggio di speranza e tranquillità ai cittadini perché in questo momento non ci sono motivi per fare l'assalto agli scaffali dei supermercati» ha spiegato a Radio24 il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Che ieri è tornato a chiedere uno scostamento di bilancio, «necessario per sostenere in questa fase difficile la nostra economia ed evitare la chiusura delle imprese». Oltre a questo il titolare del Mipaf ha detto di condividere «al 100% le parole del ministro Cingolani. Siamo di fronte ad una grandissima speculazione su alcune materie prime, per l'energia ma anche per il prezzo di alcuni beni agricoli come il grano. Bisogna trovare il modo per uscire da questa spirale». Per Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, l'associazione che rappresenta unitariamnete agricoltura ed industria, «la corsa all'accaparramento dei prodotti a scaffale a cui si assiste negli ultimi gironi non ha una reale motivazione». «La sporadica mancanza di alcuni specifici prodotti - ha aggiunto - può essere legata più che altro a problemi nella distribuzione a causa dell'incremento ingiustificato dei costi di carburante, ma non all'assenza di materia prima agricola». A parte l'olio di girasole, che viene prodotto in massima parte in Ucraina e che quindi dovrà effettivamente essere sostituito da prodotti analoghi, infatti, «l'insufficiente disponibilità di mais essenziale nell'alimentazione degli animali o di grano soprattutto tenero è legata a fenomeni di speculazione internazionale», come avviene per il gas ed i carburanti». Stando a Trasporto Unito il numero dei camionisti che avrebbe potuto partecipare all'iniziativa di oggi sarebbe potuto essere quattro volte superiore se non fosse che «in extremis di molte società della committenza abbiano riconosciuto all'autotrasporto una parte degli extra costi in tariffa». «Ciò - sostiene il segretario generale di Trasportounito Maurizio Longo - accade indipendentemente da qualsiasi coordinamento della nostra associazione a livello nazionale». Ed in una nota «per evitare ulteriori contenziosi con la Commissione scioperi», Trasportounito ieri ha ribadito che «non è mai stato proclamato un "fermo nazionale"» e che ciascuna impresa è «libera di decidere se continuare o meno a sottostare ad obblighi contrattuali gravosi ovvero a subire ricatti operativi e finanziari». Non è detto però che oggi i Tir restino fermi nelle rimesse. Come è già avvenuto nelle scorse settimane sono sempre possibili forme di protesta spontanea. In Sardegna, ad esempio, ci saranno presidi a Olbia e Cagliari, nei porti e nelle zone industriali. Nuovo incontro col governoNon solo Trasportounito, ma anche tante alte sigle sindacali giudicano del tutto insufficienti ed inadeguate rispetto alla gravità della crisi che sta vivendo il loro settore le risposte dare fin qui dal governo. E proprio per questo domani è previsto un nuovo incontro con la viceministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova. Sul tavolo ci sono per ora 80 milioni di ero di aiuti, che però vista l'evoluzione della situazione certamente non bastano. «Servono soluzioni strutturali a partire dell'abbattimento delle accise» chiedono tutti a gran voce. --© RIPRODUZIONE RISERVATA