Sagrado in crisi di candidati Vittori sarà costretto al bis

Luigi Murciano / SAGRADOUn centro, tre frazioni, circa 2.200 anime. Eppure, almeno al momento, neppure un candidato sindaco. È la singolare situazione in cui si trova Sagrado, il primo baluardo della Sinistra Isonzo, che a pochi mesi dal voto è un agone politico ancora desolatamente vuoto. Non nuova a congiunture particolari - cinque anni fa vide affrontarsi due centrosinistra in un match fratricida, con il centrodestra come convitato di pietra - Sagrado attende ancora l'ufficialità sulla ridiscesa in campo del sindaco uscente Marco Vittori, il "primo cittadino operaio" che si divide fra il suo ruolo di responsabile dei servizi manutentivi a Gradisca e la guida del Comune. Lui, Vittori, assicura che ci sta ancora pensando. Le riserve saranno sciolte probabilmente a metà mese. «Sto continuando a incontrare tante persone, in primis la base della civica Agire Comune che mi sostiene - afferma -. Quello che mi fa piacere è che sto riscontrando una possibilità di parziale rinnovamento nella squadra, con nuove persone che vorrebbero mettersi in gioco e questo - confessa - potrebbe essere un incentivo a proseguire questa esperienza». Ma c'è anche un secondo scenario possibile, assicura Vittori. Ed è quello di rimanere a disposizione come "padre nobile" della civica, individuando assieme al resto della base un giovane che potrebbe raccogliere il testimone del sindaco (e già pluriassessore) uscente. «Perché no? Vedremo» nicchia il sindaco, anche se l'impressione è che alla fine ci riproverà.Il vero problema è che Vittori rischierebbe di non avere avversari. E non per un incauto pronostico, ma perché al momento di concorrenti non v'è neppure l'ombra. Anche dalle parti dell'"altro" centrosinistra, quello rappresentato dalla civica Orizzonti Comuni, sostenuta dal Pd, i nodi sul da farsi non sono stati sciolti. L'unica certezza è che nel corso del mandato i rapporti fra la civica relegata all'opposizione e la maggioranza guidata da Vittori i rapporti si sono notevolmente normalizzati e distesi. Lo riconosce anche la capogruppo Barbara Perazzi, la candidata uscita sconfitta dalle urne cinque anni fa nonstante la "benedizione" della sindaco uscente Elisabetta Pian, che aveva individuato in lei e non nel suo storico assessore Vittori il suo erede. «Polemiche che mi sento di poter definire lontane e superate - afferma Perazzi -. Già prima della pandemia si era instaurato un rapporto costruttivo fra Orizzonti Comuni, la maggioranza e il sindaco. Le difficoltà del periodo hanno ulteriormente fatto remare tutti dalla stessa parte, in particolare sui provvedimenti di welfare della comunità».Ma se la diaspora del centrosinistra sagradino sia pronta per essere ricomposta, è tutto da capire. «Sono sincera, al momento stiamo guardando soprattutto al nostro interno - spiega Perazzi - Il periodo pandemico ha portato più di qualche esponente della lista a fare scelte diverse, dedicandosi alla sfera privata. Vogliamo capire che apporto possiamo dare al paese». Nessuno lo dice apertamente, ma in questo stallo alla messicana ciascuno aspetta un segnale dalla controparte. Forse si troveranno presto per individuare la formula giusta: se non l'apparentamento, perlomeno la messa a disposizione di qualche persona, possibilmente giovane.Tutto tace invece nel centrodestra e fra i pentastellati, che pure nel 2017 espresse una candidata sindaco, Annarella Birri. E così il vero avversario, non tanto di un eventuale Vittori-bis ma di Sagrado, diventa l'affluenza: sarebbe deprimente per un candidato (specie se uscente) correre da solo contro il quorum. Ma soprattutto sarebbe rischioso, in un clima di crescente disaffezione per la politica. E forse lo stallo alla sagradina si spiega proprio con questo circolo vizioso. --© RIPRODUZIONE RISERVATA