Senza Titolo

Dal tempo in cui è nata questa rubrica sono cambiate tante situazioni e, di conseguenza, sono cambiati pure i contenuti. La storia stessa è mutata. Dagli attacchi terroristici dell'11 settembre alla crisi finanziaria del 2008, fino alla pandemia, vicende tragiche e questioni drammatiche hanno messo un freno a temi che riguardano esclusivamente lo Stile. Certo il comportamento urbano, la gentilezza, la buona educazione restano pratiche indispensabili nel quotidiano confronto interpersonale, tuttavia oggi, galleggiando in questo mare di incertezza, giustamente soppesiamo gli argomenti, filtrando quelli meno superficiali e forse cernendo, nel ventaglio delle amicizie datate e importanti, quelle che palesano condizioni affini e scelte condivisibili. Queste riflessioni, unite ad altre più strettamente correlate al tema del Galateo conducono all'esigenza di una rivisitazione del codice delle Buone Maniere. So di addentrarmi su un terreno minato, quando ripeto la frase che negli anni spesso ho pronunciato "Sono femminilista, non femminista" intendendo affermare il valore di una femminilità da conservare senza negare l'esigenza di una proporzionalità di genere. Assunto delicato, talvolta accolto come opportunismo e usato dai signori come oggetto di discussioni avvilenti e riduttive del tipo "però-vi-piace-che vi-cediamo-il-passo". Per non avvilupparmi nelle spire dei contenuti di genere, voglio tornare alla riflessione iniziale: il Nuovo Saper Vivere. L'intenzione non sarebbe proprio prendere il Galateo e rimasterizzarlo, ma vorrei che la versione contemporanea gli togliesse l'odore della vetustà, le prescrizioni ammuffite, i consigli fuori tempo massimo. Dovrebbe essere un Galateo up to date e, perché no, anche un po' folle. Pensiamo ad esempio alla cucina contemporanea: così come un cuoco o una cuoca davvero "creativi" devono prima di tutto saper preparare un brodo (mi viene in mente quello di Tomaz Kavcic, così perfetto da non essere descrivibile), allo stesso modo un Galateo in forma "avanzata", deve contenere gli stilemi dell'intera letteratura che lo ha preceduto, e ormai anche superato per determinati aspetti.In passato era un complesso e rigoroso cerimoniale a regolare l'approccio fra uomo e donna, ciò che forse metteva in salvo da scivolate, errori e equivoci; dal salutarsi, all'invitare, al vestirsi, era tutto perfettamente disciplinato. Ma quale signora oggi, seppure di gran classe, si sfilerebbe il guanto della mano destra per porgerne il dorso da baciare al signore? (Che poi oggi sarebbe pure preferibile mantenere il guanto...) E sul baciamano? Si sa, giammai con le labbra, ma con quel leggero tocco della punta del naso, una specie di trasposizione logistica del bacio all'esquimese: da naso-naso, a naso- mano; anzi, da mascherina a mano. Penso che il Nuovo Saper Vivere non solo debba affermarsi nella sua attualizzazione dell'approccio al bon ton, ma possa anche essere considerato quale coadiuvante relazionale nelle sfide poste dalla nuova realtà del business mondiale. C'è bisogno di idee fresche, le proposte originali devono essere portate alla luce, esaminate e sottoposte a nuovo giudizio. ...questione di Stile