Molo VII, lavori sbloccati Nel 2022 l'ampliamento della banchina container

Piero TallandiniCominceranno il prossimo anno i lavori di allungamento del Molo VII. Lo ha annunciato ieri il presidente di Tmt Fabrizio Zerbini al convegno organizzato dalla Uil alla Stazione Marittima dedicato a trasporti e portualità. «Avremmo potuto decidere in totale autonomia a chi affidare i lavori, ma abbiamo preferito procedere assieme all'Autorità di Sistema come se fosse un investimento pubblico - ha spiegato Zerbini -, all'insegna del patto per la legalità, e ora siamo vicinissimi alla pubblicazione del bando di gara». L'ampliamento della banchina container era slittato a causa della pandemia.Una buona notizia per le prospettive del porto di Trieste, che sta entrando, come ha rimarcato ieri nel suo intervento anche il presidente dell'Authority Zeno D'Agostino, in una fase decisiva: quella in cui l'imperativo sarà sfruttare le risorse messe a disposizione dal Pnrr. «Sono 416 milioni integrati da altri 25 dal Mite, ma quello che va sottolineato è che abbiamo almeno 2 miliardi di co-investimenti di soggetti privati - ha ricordato D'Agostino -, compresi gli ungheresi (per il terminal che Adria Port realizzerà nell'area dell'ex Aquila). Si tratta di progettualità complesse e i tempi sono strettissimi, sappiamo che se non li rispetteremo non solo non ci arriveranno i 416 milioni, ma neanche i due miliardi correlati».Il numero uno dell'Autorità portuale ha rivendicato «la capacità di avere visione che caratterizza il modello Trieste, un porto competitivo non perché costa meno, ma perché permette al privato di lavorare meglio e di investire» e sull'occupazione D'Agostino ha aggiunto: «Sono state fatte 450 assunzioni negli ultimi 5 anni, proprio perché il modello è diverso, l'amministrazione pubblica si prende le proprie responsabilità. Abbiamo riportato la legge nel Far West della portualità italiana».Il convegno, moderato dal direttore del Piccolo e del Messaggero Veneto, Omar Monestier, è stato aperto dalla relazione di Michele Cipriani, segretario regionale della Uil Trasporti che ha posto l'accento sulla tutela del lavoro a cominciare dalla sicurezza e sulla priorità di evitare l'introduzione del dumping («non condividiamo che le attività portuali possano essere effettuate a bordo delle navi dagli equipaggi e che si realizzi il monopolio delle concessioni») richiamando l'attenzione anche sul problema del lavoro nero nella logistica. Poi è toccato al viceministro alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, Teresa Bellanova, indicare le priorità a livello nazionale, auspicando un «patto del mare con tutti i protagonisti della filiera istituzionale ed economica che consenta di sviluppare appieno tutte le potenzialità della vocazione marittima del Paese» e ha ricordato gli investimenti sostenuti dai fondi del Pnrr, compresi i 100 milioni per il terminal del Molo VII, evidenziando infine il ruolo decisivo dello scalo nel panorama logistico continentale: «Trieste è la porta meridionale dell'Europa». Il responsabile dell'area Sviluppo e commercializzazione territoriale Nord Est di Rfi, Carlo De Giuseppe, ha illustrato il piano per la crescita della rete ferroviaria regionale a supporto anche del porto di Trieste, a cominciare dai lavori per l'eliminazione del "collo di bottiglia" di Udine «che sono già cominciati, con un appalto da 50 milioni di euro, e per completare l'intervento saranno necessari altri 150 milioni. Abbiamo un accordo firmato con il porto per arrivare a 25 mila treni all'anno e va considerato che ogni treno porta dai 26 ai 40 container». L'assessore regionale alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti ha spiegato che «il nostro obiettivo più ambizioso è quello di trasformare il Friuli Venezia Giulia in un'unica, grande piattaforma logistica per i collegamenti con Centro ed Est Europa. Vogliamo sfruttare al meglio le risorse del Pnrr» precisando che l'intervento più urgente è proprio quello dello snodo ferroviario di Udine. «È strategico - ha continuato Pizzimenti - mettere in collegamento i tre porti e i quattro interporti. Poi, vogliamo realizzare il raddoppio della Udine-Cervignano e completare la terza corsia della A4: mancano due tratti per i quali dobbiamo reperire 250 milioni».Il segretario generale della Uil Trasporti, Claudio Tarlazzi, ha ribadito l'importanza di ottenere l'inserimento del lavoro portuale tra quelli considerati usuranti: «Abbiamo chiesto che con questa legge di bilancio ci sia maggiore attenzione per il lavoro portuale. C'è un emendamento che, quantomeno, lo farebbe rientrare tra quelli considerati gravosi».Infine, le conclusioni del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che è intervenuto da Roma in collegamento video e ha parlato anche delle motivazioni dello sciopero di domani: «Uno sciopero generale non equivale a proclamare la terza guerra mondiale - ha sostenuto Bombardieri -, ma è un diritto riconosciuto dalla Costituzione. Ricordo che chi parteciperà lo farà rinunciando alla retribuzione di quella giornata. Lavoratori giovani e anziani ci chiedono di rappresentare il loro disagio. Non è un evento di rottura, ma un modo per mostrare attenzione a chi è rimasto indietro. Le scelte del governo sono andate in un'altra direzione e oggi un lavoratore da 25 mila euro di reddito annuo ha lo stesso sconto fiscale di chi ne guadagna dagli 80 mila ai 200 mila». --© RIPRODUZIONE RISERVATA