Spese pazze, l'Appello dimezza le pene

Gianpaolo Sarti Pene più che dimezzate, o comunque sensibilmente alleggerite, per gli ex consiglieri regionali finiti a giudizio per peculato nell'inchiesta "spese pazze". Le condanne di Daniele Galasso, Gianfranco Moretton, Piero Tononi, Maurizio Bucci e Antonio Pedicini sono state ridotte ieri in Corte d'appello dopo l'annullamento con rinvio della sentenza di secondo grado, stabilito nel novembre 2019 dalla Cassazione. La vicenda processuale, innescata nel 2012 da una clamorosa indagine del pm Federico Frezza sull'onda di analoghi casi nazionali, è nota: l'uso disinvolto dei fondi pubblici assegnati ai gruppi tra il 2010 e il 2012 (in alcuni casi nel 2013). Fondi destinati alle spese di rappresentanza ma talvolta impiegati per cene e acquisti personali. L'indagine, all'epoca, falcidiò un'intera classe politica. A distanza di anni i giudici di Appello hanno ora ridimensionato con una nuova sentenza la portata delle condanne. In particolare per Galasso: l'ex capogruppo del Pdl passa dai 2 anni e 8 mesi, stabiliti in secondo grado, a 10 mesi e 6 giorni. Sforbiciata notevole pure per Moretton. La pena dell'ex capogruppo Pd adesso è di 11 mesi e 10 giorni, rispetto ai 2 anni e 6 mesi precedenti.Cos'è successo? I due ex capigruppo sono stati assolti da tutte le imputazioni relative al "concorso" nei reati di peculato contestati ai colleghi di partito. In pratica non sono stati ritenuti responsabili delle spese degli altri consiglieri che allora facevano parte dei propri gruppi consiliari. E nemmeno dei rimborsi per i quali gli inquirenti non sono mai riusciti a identificare l'effettivo responsabile. I due capigruppo hanno quindi dovuto rispondere solo per sé: 257 euro Galasso (2 spese), 1.271 euro Moretton (3). È stata quindi riconosciuta l'attenuante della "particolare tenuità" del reato. «Faremo ricorso in Cassazione - annuncia il legale di Galasso e Moretton, l'avvocato Luca Ponti - perché riteniamo che la modestia degli importi sia tale da riconoscere l'inoffensività delle condotte considerando che sono stati presi in esame 4 anni della loro attività politica e trovando solo quelle spese come contestabili». Rimodulata di molto la condanna pure per Tononi (ex Pdl, difeso dall'avvocato Andrea Polacco) non più 2 anni e 10 giorni, bensì 1 anno 2 mesi e 10 giorni. L'ex consigliere è stato assolto da uno dei capi d'accusa (una trasferta a Milano) e gli è stato riconosciuto il danno risarcito. Pena ridotta anche per l'ex consigliere regionale e assessore comunale Bucci, assolto con formula piena dalle imputazioni rivalutate ieri in Appello. Si tratta di gran parte delle spese finite nel mirino. La contestazione complessiva ammontava a 43.297 euro: la Cassazione aveva confermato la condanna per alcune spese "minori", per un totale di 3.493 euro, e rinviato all'Appello il resto, cioè 39.804 euro. Su questa più rilevante parte, Bucci è stato assolto. Da 1 anno, 8 mesi e 20 giorni, l'ex Pdl si ritrova quindi con una pena di 1 anno 6 mesi e 10 giorni. «La sentenza riporta la vicenda a una dimensione più modesta», evidenzia l'avvocato di Bucci, Giovanni Borgna. A Pedicini (ex Pdl, difeso dall'avvocato Annalisa Del Col), assolto da un capo, sono stati tolti 10 giorni di pena. La sua condanna è ricondotta a 1 anno e 10 mesi. --